lunedì 19 novembre 2018
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Erdogan vince in Turchia, libertà di espressione in pericolo

270px-TurkishflagSi fa sempre più preoccupante la situazione sociale in Turchia; negli ultimi giorni a ridosso delle amministrative e della vittoria quasi certa di  Recep Tayyip Erdogan, diverse le contestazioni da parte di cittadini ed opposizione e scontri armati con 8 morti e 30 feriti. Con la metà delle schede scrutinate ieri 31 marzo il partito Akp è dato al 46,8% sull’intera nazione, i laici nazionalisti del Chp, il cui leader Kemal Kilicdaroglu ha ribattezzato Erdogan il “dittatore” e “Primo Ladro”, sono nettamente indietro al 28% mentre l’Mhp (braccio politico dei Lupi Grigi) è al 14,6%. Ad Istanbul, la città più grande della Turchia, con il 48% delle schede verificate il sindaco uscente dell’Akp, Kadi Topbas, è al 50,9% mentre lo sfidante del Chp, Mustafa Sarigul è nettamente indietro al 40,5%. Nella capitale Ankara (19% schede) l’Akp è al 44,9% seguito dal Chp al 43,4%. In testa i laici del Chp a Smirne (23% schede), la terza città, con il 52,2% contro il 34,9% dell’Akp. Una vittoria inaspettata se si considera che Erdogan era arrivato a ridosso delle amministrative con una serie di intercettazioni che lo hanno coinvolto in uno scandalo di corruzione in cui ha sempre respinto ogni accusa, inchiesta che per motivi di “sicurezza nazionale” lo ha costretto a chiudere prima Twitter, dove le intercettazioni avevano preso a girare, e poi youtube, destando moltissime polemiche sia nel paese che all’estero.
L’intercettazione pubblicata proprio su youtube coinvolge il Ministro degli esteri ed il capo dei servizi segreti, un incontro all’interno del quale si parlava della guerra in Siria. Nell’intercettazione si sente il capo dei servizi segreti che propone di inscenare un attentato alla tomba di un antenato degli ottomani che si trova in territorio turco ai confini con la Siria, come pretesto per operazioni di guerra nell’area. Il primo ministro turco nega tutto e con la tecnica retorica della cospirazione è comunque riuscito ad avere la meglio. Dal  balcone della sede dell’ Akp ieri ha minacciato i “traditori” della nazione, “C’è chi cercherà di scappare domani – ha detto a migliaia di sostenitori davanti alla sede dell’Akp a Ankara – Ma pagheranno per quello che hanno fatto”. Con lui la sua famiglia, “Oggi il popolo ha smascherato i piani e le trappole immorali – ha affermato – e ha dato all’opposizione uno schiaffo ottomano”. La movimentata giornata elettore è stata inoltre colorata da due attiviste del movimento Femen che hanno protestato a seno nudo contro Recep Tayyip Erdogan nel seggio elettorale di Uskudar.  
E’ solo di qualche giorno fa il commento della scrittrice turca Elif Shafak, in merito all’oscuramento di Youtube e Twitter, rilasciato ad un’intervista per La Repubblica, “La Turchia ha bisogno urgente di comprendere il valore della democrazia, la libertà di stampa, la separazione dei poteri, il ruolo della legge. Ci siamo trasformati in una nazione arrabbiata dove la gente tratta gli altri come se venissero da pianeti diversi. Siamo divisi in ghetti culturali. Ci siamo polarizzati e frammentati come mai. La democrazia non è soltanto l’urna elettorale. Democrazia è anche cultura. È qui che cadiamo”. Intanto da un comunicato stampa ufficiale Google fa sapere che gli Internet Service Provider turchi stanno bloccando il normale e corretto funzionamento di Google in Turchia, cercando di controllarne le ricerche e i contenuti.
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