lunedì 2 Agosto 2021
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Elezioni europee: i sondaggi, i candidati e l’euroscetticismo

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A Maggio, dal 22 al 25, si vota per eleggere i nuovi deputati del Parlamento Europeo. Voteranno tutti i cittadini aventi diritto al voto di tutti gli stati membri – compresa questa volta anche la Croazia – dell’Unione Europea. Considerando che è un voto che di riflesso ha ricadute sul nostro assetto nazionale tendenzialmente viene visto come un voto a carattere ideologico e meno pragmatico, tipico invece delle politiche e delle amministrative.
Al momento la nostra legge elettorale prevede una soglia di sbarramento al 4% sotto la quale non riesce ad avere alcun seggio; per aggirare l’ostacolo tre parlamentari di Scelta Civica, Sel e Lega hanno presentato diversi emendamenti al decreto che introduce la parità di genere per le europee abbassando tale soglia al 3%. Tale modifica permetterebbe ai partiti più piccoli di poter ritornare in corsa. Il Nuovo Centro Destra al momento si attesterebbe intorno al 3,3%, la Lega Nord rosicchia qualche punto e arriva ad uno scarso 4% mentre la Lista Tsipras dell’estrema sinistra è di poco sopra il 3% (molto meno quindi del 7% di cui era inizialmente accreditata).europee voto
I sondaggi ad oggi vedono superare la soglia senza problemi il Partito Democratico col 32,8%, il Movimento 5 Stelle quasi al 22% e Forza Italia anche se quest’ultimo, spaccato al suo interno e senza la possibilità di candidatura di Silvio Berlusconi, arranca arrivando solo al 20%.
Sul fronte pentastellato si sono appena concluse le votazioni on line per gli aspiranti europarlamentari. Nonostante il plauso di alcuni attivisti rispetto alle modalità di scelta e di voto, tantissime sono le critiche piovute a Grillo e ai suoi: davvero troppo alto il numero dei candidati tra cui selezionare e troppo poco il tempo per decidere e soprattutto i votanti hanno lamentato la mancanza di curricula dei singoli candidati per cui la scelta diventava al buio. Addiritta la deputata Roberta Lombardi ha criticato i nomi ed il numero dei candidati: «la ‘candidite’ a Roma è malattia assai diffusa, troppe persone con la speranza di una poltrona. Tranne una 40ina (a dir tanto) di attivisti conosciuti sul territorio, gli altri circa 700 hanno ceduto al richiamo del bottone della candidatura alle Europarlamentarie. Persone mai viste né conosciute, o persone che ci ronzano intorno attratte come api dal miele».
Quello che resta a far da sfondo a tutti i partiti in corsa è la divisione tra gli euroscettici ed i convinti sostenitori della moneta unica e della necessità di restare in un’Europa unita che persegue i suoi obiettivi con comunione di intenti. Tanta è la possibilità di un’elevata estensione al voto – le scorse elezioni del 2009 da questo punto di vista furono un vero flop con punte al ribasso del 19% di affluenza per la Slovacchia – che “Agire. Reagire. Decidere” è infatti lo slogan utilizzato da Strasburgo per avvicinare gli euro elettori ai seggi. In aggiunta alla possibilità di votare il proprio candidato e quindi il suo partito di riferimento quest’anno gli elettori hanno la facoltà di apporre una croce anche sul nome del candidato a Presidente della Commissione Europea. La reale possibilità, vista però la forza che sta in quest’ultimo periodo avendo la destra e l’estrema destra in tutta Europa è di trovare seduti sugli scranni del Parlamento Europeo persone che dell’Europa stessa non hanno per niente una buona considerazione; prima tra tutti Marine Le Pen e tutti i partiti che a lei si stanno accodando. Tra questi compare la nostrana Lega Nord che col suo nuovo segretario Matteo Salvini sta puntando tutto sull’idea di abbandonare l’Euro tanto da eliminare nel simbolo la parola Padania per inserire invece la scritta Basta Euro.
Su quanto stiano diventando forti i partiti di estrema destra, soprattutto a seguito della sconfitta di Hollande in Francia e sulle possibili ripercussioni che tale spostamento dell’asse politico può avere sulle elezioni europee di maggio si è pronunciato anche Martin Schult, presidente del Parlamento Europeo, «di certo non sono tra quelli che hanno accettato che l’ala dell’estrema destra vinca le europee. Proprio il contrario. Bisogna smettere di dire dalla mattina alla sera che le destre estreme vinceranno le elezioni. Loro hanno un capro espiatorio per tutto e nessuna soluzione. I partiti democratici di destra e sinistra dovrebbero mobilitare i loro elettori e convincere i cittadini» le parole di Schultz.
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