lunedì 12 novembre 2018
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Dipendenza dal cellulare: rischio depressione per i giovani

cellulareIn questo mondo ipertecnologico tutto diventa virtuale e tutti ci allontaniamo sempre più dal mondo reale. Sul divano di casa, sui banchi di scuola, per strada, al bar, in palestra, a lavoro sempre in compagnia del nostro smartphone. Occhi puntati sullo schermo sempre pronti a leggere, scrivere, navigare, commentare, postare, senza più osservare il mondo lì fuori com’è e cos’ha da raccontarci, senza più cercare dialogo, confronto con le persone perché oggi, grazie al web e ai social ci si nasconde dietro uno schermo, si costruiscono schemi e non si riesce più a staccare da tutto questo ‘’virtualismo’’. Sarà dipendenza? La risposta è purtroppo sì.  Ma attenzione che dalla dipendenza dal cellulare non si passi ad un vero e proprio grado di depressione psicologica-mentale.

Secondo gli studi condotti dagli scienziati della Baylor University in Texas la dipendenza dal cellulare è correlata all’instabilità emotiva, ai frequenti sbalzi d’umore e stati d’animo negativi e quindi più a rischio depressione. I ricercatori hanno riscontrato questo fenomeno per lo più nei giovani di età compresa tra i 19 e i 24 anni, osservando i comportamenti di ben 346 persone tra uomini e donne, sottoponendo loro un questionario che avrebbe valutato il grado di dipendenza e il numero delle volte che si ricorre alla tecnologia. Sulla base delle risposte, si è scoperto che chi è di carattere più timido e riservato è meno soggetto alla depressione e dipendenza dal cellulare.

Ha commentato lo studio di queste ricerche scientifiche Paola Vinciguerra, presidente e psicoterapeuta di Eurodap, l’Associazione Europea disturbi da attacchi di panico

“Oggi siamo tutti sull’orlo di una cellular addiction che può diventare cronica senza che ce ne possiamo accorgere – spiega l’esperta – il cellulare copre le nostre ansie e quando, per qualsiasi motivo viene a mancare, telefono scarico, problemi di rete e quant’altro, queste riaffiorano violentemente creandoci malessere. Il telefonino, conclude, può essere considerato in tutti, anche nelle persone apparentemente normali, come uno psicofarmaco che copre le ansie, le paure,  le gelosie. E ci fa costruire un mondo che può essere però così lontano dalla realtà”.

Antonella d'Angelo

Classe ’94, sogno di essere giornalista da vent’anni. ‘’Sono nata con una penna fra le dita’’.Della realtà non mi lascio sfuggir nulla, amo coglierne l’essenza. Diplomata al Tecnico turistico, amante delle lingue e delle letterature straniere,della vita vorrei farne tesoro viaggiando oltre-oceano e incidendo su carta pensieri, emozioni, e stati d’animo, vortici indecifrabili, svelando così i grandi misteri del mondo.
Vivo di poesie, aforismi, e libri d’amore, di umiltà.Vivo di musica e di sogni nascosti ma vivi nell’anima. Di passi di danza, l’altra metà di me oltre la scrittura. Appassionata d’arte e grafica design, di cultura, cinema, sport e cucina.