lunedì 17 dicembre 2018
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Dio è ovunque, anche negli iDIOti…

Solo Donne

Solo Donne

Ho vissuto per 12 anni in un quartiere popolare della mia città.
Un quartiere come tanti: sporco, polveroso, rumoroso e pieno di topi che la sera temevo più dei rapinatori, non perché fossero armati, ma semplicemente perché erano talmente grandi da sembrare dei cristiani che camminavano gattoni (ironia del linguaggio).
Subito dopo il trasloco una sera, mentre facevo manovra per parcheggiare, mi si avvicinò un bellimbusto( tutt’altro che bello per la verità, praticamente un raro esemplare di ratto gigante su due zampe) e mi invitò a mettere la macchina nel SUO parcheggio. Ripresami dallo spavento, mi aspettavo mi indicasse l’entrata, poi capì che in realtà entrambi ci trovavamo già all’interno del SUO garage: la strada. Ormai assuefatta alle anomalie e agli idioti, imbarazzata dalla normalità, shockata dall’eccellenza, quando The elephantman mi propose la cosa, non batté ciglio, mi feci due calcoli al volo e rifiutai.

La mia macchina stava per tirare le cuoia, se me l’avessero danneggiata o rubata per dispetto, (è così che si comportano i signorotti dalle mie parti) avrebbero semplicemente posto fine alla sua agonia e accelerato la sua ultima corsa verso lo scasso.
Ed è qui che casca l’asina!
Tempo sei mesi e la mia macchina si suicidò, anche perché ero arrivata al punto di prenotare il carroattrezzi come se fosse un taxi, ogni volta che uscivo di casa.
Le macchine durano sicuramente più degli amori, ma vengono rimpiazzate molto più facilmente, soprattutto quando tua sorella lavora in una concessionaria.
Ne acquistai una nuova e fui costretta a capitolare.
Fu così che la Montagna andò da Ma-Ometto a chiedergli di custodire il bene da cui dipendeva la sua vita non solo lavorativa ma soprattutto sociale.
Di fronte al mio annuncio ”La metto a parcheggio!”, vidi negli occhi dello ScherzodellaNatura una strana luce che ho compreso solo negli anni a venire; avevo firmato un patto con il diavolo che gli dava il diritto di citofonarmi e di fermarmi quando gli pareva per chiedermi il “MENSILE”: 35 euri.
Quella strana luce diventava un lampo di genio quando, in prossimità delle sante feste, a Pasqua e a Natale, mi chiedeva di partecipare al cartellone: metteva in vendita i 90 numeri del lotto,10 euro a numero , il primo numero estratto avrebbe vinto un bellissimo premio, quale? Tenetevi forte! Quando me lo disse, gli risi in faccia : tre mesi di parcheggio gratis!!! Praticamente il vincitore veniva sollevato dall’onere della tangente per tre mesi, ma le cose cambiano anche un po’ a secondo delle parole che usiamo per chiamarle.
Una notte alle tre fui svegliata dalla voce della Bestia che urlava in una strana lingua, riconoscevo solo poche parole a tratti:”………e mammete!”-“….muort!”-“….sorete!” e così via…
Corsi alla finestra e lo vidi prendere a calci, non da solo ovviamente ma con i suoi bravi, un tizio accovacciato a terra piagnucolante. Cominciai a fare avanti e dietro, dalla finestra al telefono, dallo spettacolo alla telefonata alla polizia, dall’omertà alla denuncia, dalla mia casa al trasloco, dalla vita alla morte. Per fortuna le acque si calmarono e la mia coscienza si mise a sedere esausta.
Avevano trovato un punto d’incontro, avevano scoperto di essere colleghi: il tizio, ladruncolo da 4 soldi, non sapeva che quella strada avesse un padrone e aveva osato tentare di rubare un auto ivi parcheggiata. Per fortuna questi novelli imprenditori del crimine avevano sventato il furto, l’avevano picchiato e per rendere più incisivo il concetto di proprietà del territorio, mentre conversavano in aramaico, Belfagor aveva aperto la chiusura lampo e fatto pipì così, davanti a tutti…a quel punto la mia coscienza dovette lasciare il posto al mio Buongusto letteralmente tramortito dalla scena.
traslocando...

traslocando…

Adesso sono andata via da quel quartiere, qualche giorno fa ci sono passata e ho incontrato colui che di se stesso ha fatto un monumento vivente, sta sempre fermo impalato(magari impalato!)nella stessa posizione, con la stessa oscena e ignorante espressione da ebete; mi ha chiesto il solito: aspettavo quel momento da 12 anni, gli ho risposto impavida:” Non ti pago!”(Applausi e standing ovation) e subito dopo” Non abito più qua!”(Buuuuuu!) e sono andata via, fiera ed impettita, lungo il sentiero solitario…
The EndAppendice: riporto qui di seguito un breve storico delle mie disavventure urbane non sentimentali

1993:mi hanno scippato gli orecchini d’oro.
1997: mi hanno fermato in macchina con la pistola puntata e mi hanno rubato la borsa, ero con un’amica alla quale chiesi di passarmela; benché avesse la propria sulle ginocchia, si chinò a raccogliere la mia…bell’amica!
2001: mi hanno scippato la borsa.
2001(anno funesto):mi hanno inseguito per le scale e rubato la borsa, un mese dopo ho scoperto di avere un principio di alopecia da trauma, sono guarita.
2005:mi hanno rubato il telefonino dalla tasca del cappotto.
2007:mi hanno strappato il telefono mentre parlavo col mio capo.

Ometto volontariamente le molestie e aggressioni sessuali di “lieve entità”, l’ultima risale a tre giorni fa.
Colgo l’occasione per vantarmi del fatto di aver menato un tizio che mi aveva palpeggiato sul pullman.

Ah, aggiungo che nel famoso 2001 fui convocata dalla sezione antimafia della polizia perché con i miei documenti rubati avevano acquistato una scheda telefonica e telefonino su cui avevano fatto delle intercettazioni telefoniche.

Ella Strada