lunedì 19 novembre 2018
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Napoli, detenuto malato di HIV organizza incendio e si suicida in cella

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Ospedale psichiatrico giudiziario. Foto: openyoureyes91.com

Tragedia e polemiche all’ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli. La scorsa notte, un detenuto 35enne, malato terminale di HIV, si è tolto tragicamente la vita impiccandosi nella sua stanza. La vittima ha utilizzato le lenzuola del suo letto, legandole audacemente alle inferriate della sua cella. Un nodo così stretto e ben fatto, dettato forse dalla disperazione, che non gli ha dato scampo, che in pochi istanti ha asfissiato l’uomo che ormai sicuro di morire, si è lasciato cadere nel vuoto. La voglia di farla finita  era talmente tanta che il 35enne aveva studiato tutto nei minimi particolari. Infatti per “andare a segno” il detenuto ha convinto alcuni reclusi ad incendiare alcune suppellettili, in modo da distrarre gli agenti, generare il caos e, quindi, attuare il suo piano suicida in santa pace.

Così questa notte mentre la polizia penitenziaria combatteva contro il fuoco e per la sicurezza dei reclusi ospiti nella struttura, la missione è purtroppo perfettamente riuscita. Un gesto che ha generato conseguenze anche tra il personale dell’ospedale penitenziario, dato che non tutti ne sono usciti indenni: 4 agenti della polizia penitenziaria e 2 infermieri infatti sono rimasti intossicati dal fumo. Dopo il dramma, le discussioni: in proposito l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) si è immediatamente rivolta al ministro della Giustizia Cancellieri ed agli organi politici chiedendo più attenzione: “Devono pensare come risolvere il problema, sia a tutela degli internati che della polizia penitenziaria”, come dichiarato da Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto Osapp.

 

Bruna Di Matteo