giovedì 15 novembre 2018
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Decreto svuota carceri: 3000 detenuti fuori

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Il Ministro Cancellieri in visita al carcere di Bollate

E’ di oggi il decreto presentato al Consiglio dei Ministri da parte della Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che dovrebbe “svuotare” le carceri di circa 3000 unità.

Anche se queste si aggiungono alle altre 4000 unità del precedente decreto “svuota carceri”, i reali tagli da fare, per rendere più vivibile la permanenza dei detenuti nelle celle italiane, prevedrebbero numeri  molto più elevati. Questo decreto risulta però un sicuro passo in avanti rispetto alle richieste fatte  dall’Europa – che in merito  ha già duramente sanzionato l’Italia – e rispetto a quanto più volte ripetuto anche dal Presidente Napolitano in merito alle condizioni disumane in cui versano i detenuti.

Tale decreto prevede modifiche rispetto  al processo civile, agli sconti di pena, agli affidamenti in prova e alle pene alternative. Nello specifico in merito agli sconti di pena il decreto autorizza un aumento di giorni di libertà ogni sei mesi; si passerebbe dai 45 ai 65 giorni e tutto con valore di retroattività a partire dal 2010.

Verranno depenalizzati anche alcuni reati. Primo tra questi quelli legati alla tossicodipendenza: si prevedono possibilità di affido a strutture sanitarie anche per i recidivi per reati minori e soprattutto vengono diminuiti gli anni di detenzione fino a semplici ammende per il cosiddetto spaccio lieve così da decongestionare i già troppo affollati penitenziari.

Viene anche chiesto ai giudici di sfruttare maggiormente il braccialetto elettronico, fino ad ora utilizzato solo per chi è ai domiciliari.

Ma c’è a margine delle disposizioni prettamente tecniche anche l’istituzione di una nuova figura a garanzia dei diritti di chi è detenuto; viene istituto il Garante Nazionale dei Detenuti che da organo indipendente tutela extra- giudizialmente i carcerati.

La Ministro Cancellieri è attesa a breve anche in Senato per discutere questa volta della possibilità di indulto ed amnistia.

Emanuela Nicoloro