martedì 11 dicembre 2018
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Roma rischia il fallimento: bloccato il “Salva Roma”

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Bloccato nuovamente il cosiddetto Decreto “Salva Roma”. Il governo ritira il provvedimento in fase di trasformazione da decreto a legge perchè i tanti, troppi emendamenti inseriti avrebbero interessato le Camera per oltre 215 ore, ben oltre quindi la scadenza del 28 Febbraio. La neo Ministro Maria Elena Boschi rassicura però che l’esecutivo non ci ha rinunciato ma riuscirà a far passare un provvedimento ex novo più snello.

La Ministro per i Rapporti col Parlamento ha dichiarato che “di fronte all’indisponibilità di Lega e Movimento 5 Stelle e alla conferma da parte loro di proseguire con l’ostruzionismo in aula, ha reso matematicamente impossibile l’approvazione entro la scadenza”. Il più preoccupato è evidentemente il Sindaco di Roma Ignazio Marino. boschiQuesti, convocato per una riunione d’urgenza, arriva a Palazzo Chigi in bicicletta. Marino afferma di aver ricevuto in eredità dalla passata amministrazione, sotto la guida di Alemanno, un debito di oltre 800 milioni di euro e che lui non ha intenzione di diventare un commissario. “Non sto minacciando le dimissioni ma voglio sapere qual è la mia job description. Non sono pronto per la job description di commissario liquidatore” le parole del Primo Cittadino.
Il problema più grosso per la Capitale è che la cifra stabilita dal decreto, e nella pratica non ancora sbloccata, è stata già messa a bilancio; si tratta di 320 milioni per il 2013 e 165 per il 2014. Mentre il primo cittadino della Capitale è arrabbiato e spaventato per il possibile default delle casse comunali, gli unici a esultare sono i leghisti e i grillini. I primi, per evidente spirito anti-capitolino e secessionista, attraverso le parole del suo segretario Matteo Salvini, fanno sapere di essere contenti di questa fase di stand by del decreto perchè “chi sbaglia paga, politici romani a casa!”. Il Movimento 5 stelle invece contrattacca incolpando il governo di non saper gestire le proprie scadenze arrivando sotto data senza far nulla. “Se il governo porta in aula 25 decreti in 11 mesi e poi li porta sotto scadenza (…) non ci provate nemmeno a dare la colpa all’opposizione” le parole degli onorevoli grillini. Il portavoce berlusconiano alla Camera Renato Brunetta chiude il discorso con un lapidario “a noi questo “Salva Roma” fa leggermente schifo”.Il 28 Febbraio è alle porte e se il governo non presenta un nuovo provvedimento più snello da far approvare, Roma Capitale rischia il fallimento.
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