venerdì 16 novembre 2018
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Dal palco al campo: le finali dei Mondiali vanno in scena al San Carlo

Mondiali-Brasile-al-Teatro-San-Carlo-musica-classica-e-calcioAl Teatro di San Carlo di Napoli, grandi rivoluzioni in arrivo.
Il Massimo napoletano, noto ai più per la sua programmazione dedicata alla lirica e al balletto, si converte al calcio.
Lo storico edificio partenopeo ospiterà nella sala del Niccolini le dirette del Mondiale ‘Brasile 2014′ in occasione di quattro prestigiosi appuntamenti del programma sinfonico e dell’apertura della Prima edizione del San Carlo Opera Festival. Le proiezioni sono previste per sabato 28 e domenica 29 giugno (ottavi di finale); il 12 luglio per la finale per il terzo e quarto posto e alle 21 di domenica 13 luglio per la finalissima.
E così per la gioia dei mariti che accompagnano le signore all’opera, a seguire ci sarà una piacevole ricompensa.
Infatti al termine di ogni concerto, un maxischermo prenderà il posto degli attori nel teatro borbonico che diventerà un salotto per assistere alle migliori partite di calcio del mondiale brasiliano.
Questo il programma: il 12 luglio, la ‘Cavalleria rusticana’ di Mascagni aprirà la prima edizione del San Carlo Opera Festival, sarà seguita dalla finale per il terzo e quarto posto in diretta da Brasilia. Invece ‘Madama Butterfly’, una delle opera più famose del compositore Puccini, farà da apripista alla finalissima in onda alle 21 del 13 luglio da Rio de Janeiro.
“Musica e sport sono un binomio che ha per comune denominatore e come chiave del proprio successo la condivisione delle emozioni e il concetto di squadra come strategia vincente per il raggiungimento di traguardi significativi”, dichiara la Sovrintendente Rosanna Purchia che spiega così i motivi dell’insolita decisione.
Speriamo  che la serata si concluda con una bella vittoria non solo sul palco ma anche in campo.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.