sabato 17 novembre 2018
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Crollo del balcone a Portici: la quarta vittima

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Il balcone crollato. Foto: paesenews.it

Quella maledetta sera del 5 maggio 2013, in cui, a Portici, tre persone hanno tragicamente perso la vita a causa del crollo di una lastra di pietra lavica dal balcone del primo piano di palazzo “Gioacchino Evidente”, sembra non avere mai fine. La scorsa notte la lista delle vittime è salita a 4 con la scomparsa del 65enne Michele Fiengo, avvenuta presso l’ospedale “Loreto Mare” di Napoli. L’uomo,che in seguito al crollo del balcone aveva riportato ferite gravi, si trovava nel reparto di rianimazione a lottare contro la morte mentre a Portici si celebravano i funerali delle prime 3 vittime: Maria Vela, Concetta Evangelista ed Aniello Scognamiglio. Una tragedia che ha scosso la cittadinanza ancora sottoshock,  come hanno spiegato alcuni testimoni ai microfoni de Linkazzato.it (vai all’articolo http://www.linkazzato.it/2013/05/in-evidenza/portici-la-tragedia-del-crollo-del-balcone-le-testimonianze-guarda-video/).

Quella domenica, giorno della festa di San Ciro, il patrono della città, si è trasformata in un incubo scandito dal sangue, dalle urla, dal pianto, dal caos di un “fuggi fuggi” collettivo della folla accalcata, una folla che scappava allo sbaraglio, senza capire cosa stesse accadendo realmente. Ma una cosa era certa: tutti, proprio tutti, quella sera avevano paura di morire. Intanto la rabbia e lo sdegno tra gli abitanti aumentano sempre più per una catastrofe che forse poteva essere evitata: il palazzo infatti non era sicuro come ci hanno raccontato i testi.
 Il marciapiede più volte era stato “barricato”, gli edifici della zona sono vecchi ed addirittura l’anno scorso si è verificato un altro crollo fortunatamente senza conseguenze. “l’uomo ci mette sempre lo zampino queste le parole emblematiche pronunciate da una commerciante in una nostra intervista, parole che riassumono una situazione d’ imperante sfiducia dei residenti verso coloro che si occupano della sicurezza degli edifici. Cosa aspettarsi da tutto questo? Arriveranno i controlli? Sarà possibile vivere nei propri appartamenti? Ci deve sempre “scappare il morto” affinché un disagio venga finalmente posto all’attenzione delle autorità? Tanti interrogativi…intanto la celebrazione di San Ciro non sarà più la stessa per i cittadini di Portici.

 

Bruna Di Matteo