lunedì 19 novembre 2018
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Pasqua 2013: vendite in calo e cinghie sempre più strette

La crisi non ha risparmiato nemmeno le vacanze pasquali appena concluse.  In base a quanto è emerso dai sondaggi della Fiesa (Associazione di categoria Confesercenti che si occupa di riunire i commercianti di alimenti), le famiglie italiane hanno stretto vertiginosamente la cinghia per questa Pasqua, contrariamente a quanto fatto fino all’anno scorso.

Fiesa ha calcolato una stima sugli ordini fatti ad oggi dagli esercenti attestando che il livello è sceso drasticamente dall’inizio dell’anno. La crisi economica ha prodotto un’ ondata di pessimismo tra le  famiglie italiane che hanno così cambiato abitudini d’acquisto, in special modo per gli alimenti tipici della festività pasquale.

Scendendo nei particolari, è possibile notare come siano calati gli acquisti tra il 5% ed il 7% per le colombe pasquali e dell’8% per le uova. Un lieve calo di vendite anche per le carni, con un ribasso del 10% per gli agnelli. Sui prodotti di salumeria il calo si è attestato sul 5%. Anche l’acquisto del pesce ha subìto ripercusisoni ed un ribasso di circa il 3%, nonostante i prezzi si siano abbassati del 10% rispetto agli anni precedenti. Le vendite di pesce azzurro si sono registrate  stabili, mentre a calare del 8% sono stati gli acquisti di frutti di mare. Inoltre, la freccia è scesa del 3% anche per le vendite dei vini.

Insomma, una Pasqua, quellaa del 2013, che non di certo non ha fatto ingrassare gli italiani.

 

 

Vincenzo Nigri