sabato 27 Febbraio 2021
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COSA INTEDIAMO PER “PROBLEMA”?

PROBCos’ è un problema e quali effetti può avere un suo accumularsi? Pensi di averne uno ma non sai come definirlo: potrebbe essere una sensazione di solitudine, di incomprensione, d’ indecisione, di preoccupazione della salute, d’ amore, di lutto ecc. Ti senti in uno stato di smarrimento, spavento, confusione, apatia, tristezza, delusione, incertezza oppure  percepisci uno stato di rabbia, di crisi,  di paura, intolleranza, ostilità o, perché no, hai semplicemente bisogno di condividere con qualcuno i tuoi pensieri e le tue opinioni.

Tutti sappiamo definire cosa sia un problema, alla luce di proprie esperienze, ma ognuno lo definisce e lo vede a modo suo. Forse l’unico fattore, che accomuna i più, è l’affermazione che il problema, per definizione, sia un qualcosa che difficilmente avrà una soluzione efficace o una risposta, ed il desiderio, se non la pretesa, è che necessariamente si debba tendere a risolverlo, altrimenti la vita non può andare avanti.

Questo dato, come aspetto negativo, induce le persone ad uno stato di scoraggiamento, paura o fuga, arroganza o rabbia, aggressività o indisponenza, intolleranza ed ostilità. Vorrei, invece, personalmente, soffermarmi  sul sentimento che si prova nel sentirsi incompresi che porta, a mio avviso, alla percezione della solitudine.

Purtroppo, non di rado, i problemi hanno alleati fedeli: pensieri, principi e costrutti personali possono essere eccessivi e rigidi al punto tale da trasformare la propria realtà e, quindi, anche i problemi vengono valutati in maniera alterata.

Partendo dai significati che in greco si attribuiscono al termine problema, ossia: sporgenza, promontorio, impedimento, ostacolo e barriera, ma anche porre avanti e gettare, sono giunta a constatare l’ importanza sostanziale della comprensione soprattutto emotiva e non soltanto cognitiva di un problema, nella complessità che esso ha.

Rispettando l’originalità e l’ unicità di ogni persona, è necessario comprendere come essa vive e percepisce il proprio essere inserita nel mondo e nel problema.

Il mio modo d’essere può modificare ciò che il “mondo” mi offre, oppure, il “mondo” può influenzare e modificare il mio modo d’essere?

Sembra, in tal senso, che non sia più tanto importante e necessario “eliminare” il problema, quanto saperci “convivere”, cercando di individuare i diversi significati e assunti nascosti in esso.  In un certo senso l’espressione “prendere la vita con filosofia” potrebbe avere, al suo interno, un significato di funzionalità; quasi a voler  restituire quiete proprio lì, dove troviamo i quesiti con i quali viviamo quotidianamente.

 

Suzana Blazevic

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