venerdì 16 novembre 2018
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Contraffazione, Guardia di finanza di Napoli: Scoperte quattro organizzazioni criminali

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Commercio di firme contraffatte. Foto: campaniasuweb.it

Spendere fior fior di quattrini per acquistare prodotti firmati: è una tendenza ormai dilagante tra giovani e non. Ma siamo sicuri che le merci acquistate siano davvero originali? Bisogna far molta attenzione in proposito, dato che stamane la Guardia di finanza di Napoli tramite l’operazione “Compagnia delle indie”, coordinata dalla procura, ha sgominato ben quattro organizzazioni criminali a carattere transnazionale dedite alla contraffazione ad al commercio di noti prodotti griffati rigorosamente falsi. L’azione, effettuata da 130 agenti partenopei, ha condotto a 35 provvedimenti di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari, emesse dal gip del tribunale di Napoli. In tutto, 43 gli indagati. Le indagini hanno coinvolto non solo la Campania ma anche Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Toscana, Veneto e Abruzzo portando ad un sequestro che, tra ben immobili, mobili e conti correnti, ammonta a circa 3 milioni di euro.
Nello specifico, sono stati confiscati oltre 400 mila articoli di abbigliamento, pelletteria, occhiali e diversi accessori riportanti famose firme come Moncler, Peuterey, Woolrich, Hogan e Blazer. Sequestrati anche 8 locali usati come industrie clandestine e come depositi di merci, 43 tra attrezzature industriali e banchi da lavoro e 10 autoveicoli. Le quattro organizzazioni smascherate erano guidate da due napoletani, un indiano ed un cinese che, secondo le prime ricostruzioni, delegavano le merci contraffate ad industrie cinesi ed appartenenti al territorio campano. Queste poi, nascoste in carichi di copertura, arrivavano nei maggior porti del nord Europa dove venivano dislocate nei vari paesi, compresa l’Italia. Una vittoria per le forze dell’ordine partenopee, non c’è che dire. Una preoccupazione, però, per tutti gli appassionati di marchi e firme, i quali rischiano di aver acquistato prodotti scadenti e privi di qualsiasi valore.

 

Massimiliano Notaro