domenica 18 novembre 2018
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I paradossi del concorso per Dirigenti Scolastici in Campania, prove bloccate – GUARDA VIDEO

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Concorso. Fonte: noi.caserta.it

Concorso per Dirigenti Scolastici in Campania, cosa accadrà? Una situazione sospesa e poco chiara che lascia ad oggi in un mare di dubbi coloro che sono stati ammessi alle prove finali o che addirittura le hanno già superate. Stress, spese sostenute per corsi ed aggiornamenti per esami che dovevano concludersi lo scorso 4 maggio. La situazione resta, invece, incerta e caotica. Ma procediamo con ordine.

Il 13 luglio 2011 è stato bandito il DDG – il Concorso Nazionale per Dirigenti Scolastici – suddiviso per regione in cui in Campania, nello specifico, è stata prevista una ripartizione di 224 posti. Per la prova preselettiva, indetta dal Formez ed eseguita il 15 ottobre 2011, su 5539 concorrenti sono stati ammessi agli scritti 1484  partecipanti più 400 ammessi “con riserva” – ovvero coloro che non avendo superato la prova hanno fatto ricorso al Tar Campania. Sembrava che le prove e tutto l’iter concorsuale procedesse in modo rapido e spedito, tanto è vero che dopo circa un  mese dall’esame di preselezione, si è proceduto con quello scritto. Dopo un anno, il 30 ottobre 2012, sono stati anche pubblicati i risultati per gli ammessi a sostenere gli orali (846 partecipanti compresi 103 ammessi “con riserva”) che sono iniziati il 7 gennaio 2013 per un periodo che si sarebbe dovuto concludere il 4 maggio 2013.  Ed ecco che, a questo punto, è arrivato l’intoppo. L’8 febbraio 2013 il Tar Campania ha deciso di sospendere gli esami orali intimando alla Direzionale Scolastica Regionale di bloccare le prove, in attesa che i riscorsi presentati dai candidati giudicati “non idonei” per sostenere le prove orali fossero visionati, e riservandosi per il 3 luglio 2013 di decidere se proseguire con gli esami o annullarli addirittura – nel frattempo il 12 febbraio è arrivata la notizia sul riconoscimento da parte del Tar Campania della sua incompetenza nei confronti degli ammessi “con riserva”, demandando il tutto alla competenza del Tar Lazio. E di tutti coloro che nel mese di gennaio hanno già superato brillantemente gli orali, che ne sarà? Per questo motivo i concorrenti che hanno svolto con successo l’iter concorsuale, quelli che hanno diritto di concluderlo ed il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Diego Bouchè, hanno presentato un controricorso al Consiglio di Stato per chiedere la sospensiva riguardo il blocco degli esami orali in modo da riprendere le attività previste. Lo stesso Consiglio di Stato, lo scorso 14 maggio, ha ritenuto però di non doversi esprimere ed entrare nel merito per non aver acquisito gli atti, lasciando la decisione di ripristinare o annullare le prove nelle mani del Tar.
Un paradosso in sé dato che lo stesso concorso ha registrato esito positivo in numerose regioni italiane con nuovi dirigenti già in servizio mentre in Campania esiste un concorso fermo che ha lasciato sospesi, e per ora con un pugno di mosche, chi ha già concluso con successo tutto l’iter ed anche chi si è visto negato il diritto di procedere all’ultima fase delle prove sostenute. Il risultato? Le scuole in Campania sono abbandonate nel caos totale, senza dirigenti scolastici, senza direttive e punti di riferimento. Nel frattempo non si sono fatti ancora i conti con i danni morali, psicologici e fisici riportati dai partecipanti giudicati idonei. Di sicuro, se il Tar decidesse di non procedere con gli esami orali, scatteranno le prime azioni legali. Noi ci chiediamo il motivo per il quale il Consiglio di Stato non abbia acquisito gli atti. Forse, qualche risposta e delucidazione in più bisognerebbe pur darla a coloro che hanno superato con merito tutte le fasi del concorso invece di sospendere le attività per valutare l’ammissione di chi non ha superato gli esami.  Non credete?

 

Paola Di Matteo