lunedì 19 novembre 2018
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Banco Alimentare della Toscana: in Italia sprecate 5,5 milioni di tonnellate di cibo

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Lo spreco alimentare. Foto: greenme.it

Ogni anno nel Bel Paese vengono buttati via e non sono più recuperabili per uso alimentare, 5,5 milioni di tonnellate di cibo corrispondenti a 12,3 miliardi di euro; tuttavia, già oggi quasi un miliardo di euro di cibo viene recuperato e, per il futuro, lo scopo è portare sulla tavola dei poveri altri 6 miliardi di euro. I dati sono stati resi noti dal presidente dell’Associazione Banco Alimentare della Toscana, Leonardo Carrai, presentando il convegno che si terrà giovedì 2 maggio 2013, all’Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Durante il meeting saranno mostrati i risultati dell’indagine “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”, a cura dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dal Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia (Edizioni Guerini e Associati).  Ha dichiarato Carrai in proposito:

L’eccedenza e lo spreco alimentare sono ormai una vera emergenza non solo nazionale ma anche locale: basti pensare che in Toscana, secondo una nostra stima, ogni cittadino spreca ogni anno circa 90 chili di cibo (leggermente meno della media nazionale che è di 94) e, in tutta la regione, lo spreco è indicativamente di circa 340 mila tonnellate corrispondenti ad un valore di 3,75 milioni di euro. La povertà e il disagio sociale stanno aumentando vertiginosamente ogni giorno e abbiamo assoluto bisogno di accrescere il numero delle imprese che possano offrirci le loro eccedenze ma anche di volontari per sostenerci in questa attività, che è unica in Italia

Oltre a Carrai, interverranno il presidente dell’Ente Cassa di Risparmio Giampiero Maracchi, il presidente Cesvot Toscana Patrizio Petrucci; il presidente Confindustria Firenze Simone Bettini, il presidente Fondazione Banco Alimentare Andrea Giussani, l’amministratore delegato Sammontana Leonardo Bagnoli, il professore ordinario di logistica e supply-chain mengament (Politecnico di Milano) e curatore della ricerca Alessandro Perego.

La stessa indagine che in questi mesi viene presentata nelle maggiori città italiane con il fine di sensibilizzare sulla delicata tematica e che  riscontra come in Italia la quantità di alimenti prodotta in eccesso e dunque recuperabili raggiunga i 6 milioni di tonnellate (pari al 17,4% dei consumi annui) per un valore economico di 13 miliardi di euro. Ma perché si spreca così tanto? La ragione principale di questo surplus è il disallineamento tra domanda ed offerta e la non conformità del prodotto agli standard di mercato. Gran parte dell’eccedenza alimentare diviene spreco a livello sociale, in altre parole non viene recuperata per il consumo umano e solo poco più del 6% è offerta alle food banks ed enti caritativi. L’Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus è una delle 21 Organizzazioni territoriali della rete Banco Alimentare che fanno capo alla “Fondazione Banco Alimentare” con sede a Milano. Il gruppo mira alla raccolta dei sopravanzi di produzione, agricole ed industriali, specialmente alimentari (tra cui olio, pasta, riso, latte) e la redistribuzione delle stesse ad Enti ed Associazioni che si occupano di assistenza e di aiuto ad indigenti ed emarginati.
Di solito, gli alimenti eccedenti, di norma, sono portati alla distruzione ed il loro smaltimento genera enormi costi economici, danni sociali e ambientali a carico non solo della filiera produttiva, ma dell’intera collettività. Nel 2012 il Banco ha aiutato 576 strutture caritative convenzionate, 101.340 persone bisognose (nel 2011 erano 80.000 con un aumento del 26%) ed ha distribuito 3.131 tonnellate di prodotti provenienti da aziende, dalla grande distribuzione e, in primo luogo, dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Infine è stato creato anche il servizio “Siticibo” che quotidianamente recupera, con un veicolo frigorifero, le eccedenze di prodotti freschi in modo da distribuirle immediatamente agli assistiti ed alle mense delle associazioni di volontariato. Lo scorso anno questo servizio, ha permesso la distribuzione di 30 mila pasti. La grave congiuntura e il conseguente aumento dell’emergenza sociale fanno prevedere che, per questo 2013, le persone da aiutare aumenteranno complessivamente del 15-20%. Un nobile impegno non c’è che dire, ma inquietanti  restano i numeri rilevati. Davanti a tanto spreco di alimenti che risulta essere un vero e proprio “schiaffo in faccia” nei confronti di paesi che lottano ogni giorno contro la fame, le parole vengono meno ed il senso di vergogna prende il sopravvento.

 

Bruna Di Matteo