giovedì 15 novembre 2018
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Caso De Girolamo: sviluppi legali e opinioni politiche

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La ministro per l’agricoltura Nunzia De Girolamo

La vicenda che vede coinvolta la Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo si complica e si arricchisce di nuovi risvolti legali e politici.
La Ministro, in forza al Nuovo Centrodestra di Alfano è inserita – anche se non è indagata – in un contesto di pressioni e favori per appalti in ambito sanitario nel beneventano. Ne abbiamo già parlato qui.
A seguito delle intercettazioni, che risultano a tutti gli effetti illegali perché rubate dall’allora direttore amministrativo della Asl locale Felice Pisapia, la De Girolamo ha deciso di denunciare alla magistratura di Benevento e al Garante per la protezione dei dati personali “la captazione illecita di conversazioni registrate abusivamente in un colloquio al quale ha partecipato la sottoscritta, allora deputato della Repubblica Italiana, nonché la loro divulgazione attraverso i mezzi di informazione”. Il mandato è stato dato sia all’avvocato Gaetano Pecorella del Foro di Milano che all’avvocato Angelo Leone di Benevento.
Sul fronte politico le reazioni a sostegno e contro non sono mancate. Evidentemente a favore tutti i parlamentari del Nuovo Centrodestra che sottolineano l’illegalità delle registrazioni avvenute in una privata abitazione senza consenso alcuno da parte dei partecipanti. Il ministro Gaetano Quagliariello sostiene che “la collega Nunzia è vittima di un meccanismo contorto dove sfugge il nodo di fondo: la violazione della privacy di un privato cittadino (…)occorre rafforzare il diritto di riservatezza che appartiene anche al più pubblico degli esseri umani”. A rimarcare invece il fatto che la De Girolamo non è neanche indagata per la vicenda è l’ex Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che afferma di ritenere “infondato e completamente illogico l’attacco portato al ministro, che si configura soltanto come un atto di barbarie politica. E questo tanto più perché la magistratura nulla contesta al Ministro”.
In polemica col Ministro alfaniano è invece il Partito Democratico con in testa il suo segretario Renzi che twitta ricordando le dimissioni di Josefa Idem, accusata di aver evaso tributi sulla sua casa di Ravenna, «si è dimessa, dimostrando uno stile completamente diverso. Anche se poi tocca al premier Letta decidere del destino dei ministri. È evidente che può chiedere le sue opinioni ai partiti, ma la scelta dei collaboratori spetta al capo dell’esecutivo”.
Il Pd compatto ha presentato alla Camera un’interpellanza urgente affinché la Ministro chiarisca la vicenda su questo caso che lega la politica agli affari in ambito sanitario pubblico. Sarà solo a seguito di questo intervento in aula che il partito valuterà e deciderà il da farsi. In una nota infatti si chiarisce questa posizione: “questo è il primo passo, poi in un secondo momento si valuterà (…) Vedremo, non vogliamo condannare nessuno ma vogliamo dei chiarimenti”.
Sulla stessa linea dura si configurano anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle che addirittura annunciano, attraverso il capogruppo a Montecitorio Federico D’Incà, la presentazione a brevissimo di una mozione di sfiducia individuale nei confronti della Ministro campana.
Voce fuori dal coro democratico dettata più dai sentimenti che dalla ragione politica è quella dell’onorevole Francesco Boccia, marito della Ministro Nunzia De Girolamo che descrive la situazione che sta vivendo la moglie come “un linciaggio, un autentico linciaggio”. “Il fatto – aggiunge – è che vedo in giro troppi censori improbabili, troppi sepolcri imbiancati che farebbero bene a tacere. Io conosco la vita e la strada ma c’è un limite alla mancanza di pudore. Accetto tutto, tranne i falsi moralismi”.
Il 17 Gennaio la Ministro riferirà in aula. Si attendono quindi nuovi sviluppi.