domenica 18 novembre 2018
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Il Caso della Dama Bianca: Federica Gagliardi vuole essere ascoltata dai pm

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I fatti di cronaca risalgono al 13 marzo ma gli aggiornamenti sono costanti: Federica Gagliardi, oggi in carcere, è stata fermata ed arrestata all’Aeroporto di Fiumicino perchè aveva nel suo bagaglio a mano 24 chili di cocaina purissima. La Gagliardi di questo arresto è la stessa Gagliardi che nel 2010 balzò agli onori della cronaca per aver accompagnato Silvio Berlusconi a Toronto per il G8 dell’epoca tutta vestita di bianco. Il passaggio dalla camicia bianca alla polvere bianca è stato rapido.
La Dama Bianca, come da allora viene definita la Gagliardi, è intenzionata a parlare. Dal carcere di Civitavecchia dove è rinchiusa e dove potrebbe scontare dai 10 ai 15 anni se non collabora, fa sapere che vuol parlare coi pm. Al momento però le indagini che la vedono protagonista sono diventate due perchè a quella diretta dal pm anticamorra Pierpaolo Filippelli si deve aggiungere quella dei pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcook che vogliono capire come fosse possibile la presenza della Dama Bianca sui voli diplomatici, oltre che in Canada anche in Brasile e a Panama, assieme ad altre figure ambigue come quella di Valter Lavitola.
In merito al narcotraffico la Gagliardi da subito si è definita estranea ed ha urlato al complotto. Gli inquirenti, dalla loro lunghe indagini che sono culminate proprio con l’arresto all’Aeroporto di Roma dopo il volo proveniente da Caracas, sono convinti invece che lei fosse in volto pulito del traffico di stupefacenti e che grazie alle sue alte conoscenze e ai giusti agganci negli aeroporti potesse senza difficoltà superare i vari controlli e portare la merce a destinazione. E’ infatti di ieri la notizia di arresti in Venezuela: arrestati un agente della Guardia Nazionale Bolivariana, un agente della Polizia dello Stato di Vargas, una funzionaria dell’aeroporto di Caracas e quattro impiegati di un fast food presente nello scalo aereo della capitale venezuelana. L’accusa per i sette è di essere complici della Gagliardi nel traffico illegale di droga.
Il filone che seguono i pm di Napoli ossia quello che lambisce ambiti strettamente politici sta facendo tremare i palazzi che contano. La Gagliardi vorrebbe fare i nomi. Quello che sembra esser chiaro al momento è che i voli internazionali coperti dall’immunità diplomatica fatti con l’ex Presidente Berlusconi erano utili a smerciare droga e che la Gagliardi non era certamente sola nel gestire la faccenda. Più volte, a seguito di diversi interrogatori, salta fuori il nome di Lavitola. L’ex direttore del giornale Avanti! risulta essere infatti implicato in varie faccende in Sud America tra cui uno strano affare riguardante pesce congelato, che si ipotizza essere il vero veicolo per l’arrivo della droga in Italia.gagliardi
All’arresto della Gagliardi in Italia parte il solito meccanismo dello scarica-barile per cui nessuno sembra conoscerla e sapere come è riuscita a salire sui voli presidenziali.
Quel che è certo è che lei era nell’entourage degli addetti per la campagna elettorale di Renata Polverini alla carica di Presidente della Regione Lazio. E su chi l’avesse portata in quel team si fanno i nomi più disparati seguiti a ruota dalle relative smentite.
Tra i nomi più “succulenti” ci sono quelli del marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta, Giulio Violati, e dell’allora consigliere comunale con delega all’Ambiente della Giunta di Alemanno, Francesco Maria Orsi – quest’ultimo già implicato in altri scandali e già processato per altri reati.
Proprio in relazione all’implicazione di Violati, questi e la moglie hanno deciso di far partire le prime querele; una di queste, la più eclatante, è diretta contro lo scrittore Roberto Saviano che sui social network – come recita la querela – “ha accostato le figure di Giulio Violati e Maria Grazia Cucinotta a cosche della ‘ndrangheta ed a traffici di stupefacenti (…) I post di Saviano sono stati l’input per commenti offensivi e populisti, anche a carattere personale, da parte di coloro che, privi della conoscenza dei fatti, e solo sulla base di esternazioni dello scrittore, hanno ritenuto che io e mio marito, fossimo legati a cosche operanti nel territorio di Roma e che facessimo uso di sostanze stupefacenti”. L’attrice siciliana inferocita continua sottolineando che l’ingresso di Federica Gagliardi nel comitato elettorale per Renata Polverini, candidata non fu opera di Giulio Violati; “mio marito – scrive l’attrice – la conobbe durante la campagna elettorale ma la presentazione della sig.ra Gagliardi al comitato elettorale avvenne per il tramite di Francesco Maria Orsi”.
Si attendono nuovi sviluppi e nuovi nomi a seguito delle dichiarazioni di Federica Gagliardi.
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