lunedì 19 novembre 2018
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Casini torna da Berlusconi. I primi effetti dell’Italicum

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Le vecchie alleanze ritornano

L’Italicum fa già i suoi effetti. La nuova proposta di legge elettorale a firma Renzi-Berlusconi sta già muovendo le carte sul tavolo della politica italiana. Dopo il “salva Lega”, il “salva Sel” e le modifiche alla quota di sbarramento necessario per prendere seggi in Parlamento, già si stanno muovendo le prime alleanze e i primi ritorni all’ovile. Primo tra tutti, nonostante dichiarazioni, tweet, interviste al vetriolo e molto altro, a tornare sotto l’ala berlusconiana è il leader dell’UDC Pierferdinando Casini.

Il motivo dell’alleanza è semplice e soprattutto utile a Casini come a Berlusconi: gli elettori dell’Unione di Centro, seppur oggettivamente pochini, potrebbero aiutare Forza Italia a raggiungere quel 37% al primo turno che permetterebbe al centro- destra di conquistare Palazzo Chigi e permetterebbero a Casini di ritornare a dire la sua in Parlamento. Dagli ultimi sondaggi arrivati ad Arcore pare che Casini sia potenzialmente al 2-2,5% per cui il rientro del transfugo è stato ben accetto; “ho sempre auspicato il suo ritorno e ne sono lieto” sono le prime parole del Cavaliere. “Che amarezza, dopo due decenni siamo ancora a Berlusconi”; “Ho visto Berlusconi in televisione: mi ha fatto pena, francamente”; “Non credo più a Berlusconi. Non credo più che possa essere utile all’Italia. Sono stanco di ascoltare gli stessi slogan, le medesime promesse vane… a Berlusconi dà fastidio una cosa: io ragiono con la mia testa, non prendo ordini”; “Io a differenza di Silvio ho la mia dignità e la mia serietà. Lui è un tal bugiardo che oramai tutti conoscono le sue bugie. Io in questi anni non ho nemmeno voluto incontrarlo. Ma ricomporre cosa!? Io con lui non ho preso nemmeno un caffè, perché non mi fido” queste alcune delle dichiarazioni di Pierferdinando Casini dal 2010 ad oggi, prima, evidentemente, che la matematica e l’opportunismo facessero il suo corso.
Ma a conti fatti non è solo l’Udc a sognare un ritorno in pompa magna in Parlamento. Forza Italia, grazie a Udc, Lega Nord, Fratelli d’Italia e forse Nuovo Centrodestra, potrebbe chiudere la partita subito, raggiungendo il premio di maggioranza innalzato dallo stesso Renzi al 37%, contro il Partito Democratico che ha dalla sua Sel, i Popolari del Ministro della difesa Mario Mauro e forse Scelta Civica di Monti.
Ma anche in casa forzista qualche mugugno si sente. Anche se i più sono favorevoli al ritorno del figliol prodigo, l’ala più dura e il giornale di famiglia “il Giornale” ostacolano, tanto che Berlusconi – nonostante volesse attendere un pò prima di parlare ufficialmente dell’alleanza col centro casiniano (o casinista?) manda una nota ai suoi in cui dice di mantenere i toni soft perchè come lui dice da sempre “i moderati divisi non vincono”. Polemico sulla faccenda invece è Maroni che tuona “non si fa una ammucchiata solo per vincere, ci vuole un progetto coerente”. Sulla soglia sono ancora attesi Gianfranco Fini e Angelino Alfano.
 La scelta di Casini pare al momento essere isolata tra gli schieramenti puramente centristi. Scelta Civica e i Popolari infatti sembrano essere più propensi a rivolgersi ai democratici di Matteo Renzi, a certe condizioni però, sottolinea l’Onorevole Andrea Romano. Il sogno di una vita di Casini ossia essere l’ago della bilancia pare non essere più fantascienza.
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