martedì 20 novembre 2018
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Venezia e la storia del Carnevale

Raccolta_Foto_Carnevale_VeneziaVenezia vanta una tra le più antiche tradizioni del Carnevale. La prima testimonianza risale infatti a un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e viene citato per la prima volta il vocabolo Carnevale. L’istituzione di questa festa da parte delle oligarchie veneziane è generalmente attribuita alla necessità della Serenissima, al pari di quanto già avveniva nell’antica Roma (vedi panem et circenses), di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversassero in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.
Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Evidentemente tali concessioni erano largamente tollerate e considerate un provvidenziale sfogo alle tensioni e ai malumori che si creavano inevitabilmente all’interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico dei suoi cittadini.
Il Carnevale di Venezia conserva ancora oggi il suo carattere aristocratico ed elegante, le famose maschere, in costumi per lo più rinascimentali, sfilano per le strade o si mettono in posa sulle gondole, a disposizione dei cittadini e dei numerosi turisti, che accorrono da ogni parte del mondo per assistere a questo spettacolo irripetibile. Diventano quasi parte integrante della città, e quando finirà il Carnevale, risulterà difficile riconoscere Venezia senza di loro; vengono fotografate e riprese senza sosta, con lo sfondo dei canali e dei magici palazzi del luogo.
Le bancarelle e le vetrine mettono in mostra maschere e travestimenti di tutti i tipi: di cartapesta, di plastica, vestiti di stoffa o di tulle, dai personaggi della Commedia dell’Arte a cartoni animati contemporanei, cappelli e parrucche per tutti i gusti; i cosiddetti campi si riempiono di coriandoli e stelle filanti, è festa per tutti, la città pullula di eventi per bambini, ragazzi e adulti. Chiunque metta piede a Venezia in questi giorni non può evitare il Carnevale: la città infatti si può attraversare solo a piedi o con i vaporetti, oltre che con le gondole (già costose in periodi normali, quasi inaccessibili in quest’occasione), e quindi si viene letteralmente immersi nella festa.
Quest’anno il periodo di Carnevale è iniziato il 15 febbraio ed è durato fino al 4 marzo, martedì grasso, e ha proposto un ricco susseguirsi di eventi culturali e folkloristici nella città e nei suoi dintorni.
Sono stati organizzati spettacoli teatrali, di marionette, canti e balli nelle piazze, mostre fotografiche e gare di maschere. Uno dei fulcri della festa è stato, come sempre, Piazza San Marco, dove per l’occasione è stato montato un palco gigante; la piazza si è letteralmente riempita di spettatori, noncuranti delle intemperie del maltempo e dell’acqua alta.Julia-Nasi-langelo-del-Carnevale-di-Venezia-2014-04
A Piazza San Marco si svolgono, tra l’altro, il famoso volo dell’Angelo – domenica 23 febbraio, è stata, quest’anno,
Julia Nasi, la Maria vincitrice del Carnevale 2013, a lanciarsi dal campanile di San Marco, nei panni di Colombina – e il volo dell’Aquila, che quest’anno è toccato il 2 marzo a Carolina Kostner, medaglia olimpica di bronzo alle Olimpiadi di Sochi. La campionessa ha effettuato il volo con la pioggia e un vento molto fastidioso, incitata dalla folla, che l’ applaudiva lungo la discesa dal Campanile. 
Il giorno del martedì grasso, il 4 marzo, si è concluso il Carnevale: successivamente alla proclamazione della Maria 2014, la diciottenne Marianna Serena, alle 17,00 è volato sulla Piazza l’enorme gonfalone sulle note dell’Inno di San Marco intonato dal gruppo Orchextrana.
Al Carnevale classico e quasi elitario della Venezia ricca si alterna poi il Carnevale dei giovani, dai “materiali poveri”, per così dire: si travestono spesso con materiali di riciclo, parrucche e maschere economiche o artigianali. Possono essere di stoffa, di gomma o addirittura di carta di giornale: con un po’ di creatività ne viene fuori un pezzo unico.
I giovani si incontrano generalmente nei campi, le piazze di Venezia, dove quest’anno hanno montato palco e bancarelle, e dove si poteva ballare fino a notte inoltrata, oppure nei locali (i cosiddetti bacari o le discoteche). Quest’anno, ad esempio, a Campo Sant’Angelo c’era musica fino a notte fonda, e all’Arsenale hanno organizzato serate – gratuite e non – per tutto il periodo di Carnevale.
Elitario oppure no, ricco o povero, il Carnevale riempie la città di Venezia di magia, e concede a tutti un meritato momento di sosta, dove le preoccupazioni quotidiane lasciano il posto al puro divertimento e alla spensieratezza.
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Erika Chiappinelli

Redattrice at Linkazzato.it
Erika Chiappinelli, nata a Napoli, laureata in Lingue e Letterature straniere all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, attualmente lavora come guida turistica. Ha trascorso un periodo a Berlino come studentessa Erasmus, al termine del quale ha deciso di tornare nella sua amata Napoli. Si è recentemente avvicinata alla scrittura giornalistica e, appassionata di musica africana e di fotografia, vorrebbe intraprendere la carriera di fotoreporter.