giovedì 17 Giugno 2021
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CALVIZIE e COVID: mix che toglie il fiato

Piove sempre sul bagnato: gli uomini calvi non solo non hanno i capelli (e questo era ovvio), ma non hanno neanche le stesse difese immunitarie degli uomini di pari età ma con una folta chioma,  risultando con un rischio 2,5 volte superiore di Covid grave rispetto a chi  i capelli ce li ha.

Secondo quanto pubblicato dalla rivista online “Fanpage” una ricerca internazionale guidato da scienziati della società Applied Biology, Inc. di Irvine, California, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Brown University e di altri istituti. ha dimostrato che i calvi hanno un rischio decisamente  superiore di sperimentare sintomi gravi e di finire in terapia intensiva per COVID.

Tutto nasce dall’analisi delle concentrazioni di un biomarcatore associato all’alopecia androgenetica (calvizie) e a un enzima che favorisce l’infezione da coronavirus SARS-Cov-2. Infatti le variazioni del gene del recettore degli ormoni sessuali maschili (androgeni), oltre a essere alla base dell’alopecia androgenetica, possono influenzare un enzima strettamente coinvolto nel meccanismo che determina l’infezione del patogeno pandemico. In poche parole i calvi hanno un profilo genetico più suscettibile di finire in terapia intensiva se ci si ammala di coronavirus SARS-CoV-2.

Gli scienziati, partendo dal dato già acclarato che con la calvizie erano già state associate altre patologie, quali eventi cardiovascolari e diabete, hanno voluto approfondire se alla sfortuna dei calvi non c’è mai fine.

E quindi, dopo aver scoperto che in tre ospedali di Madrid il 79 percento degli uomini ricoverati per COVID-19 soffriva di alopecia androgenetica, hanno approfondito gli studi.

Senza andare  nello specifico clinico-genetico, le risultanze sono state che gli uomini con alti livelli di CAG, associati all’alopecia androgenetica, avevano una probabilità superiore di sperimentare gli esiti peggiori della COVID entro 60 giorni dal ricovero, inoltre avevano trascorso in media 47 giorni in ospedale e il 70,6 percento di essi era stato ricoverato in terapia intensiva. Gli uomini con CAG più bassi avevano invece trascorso una media di 25 giorni in ospedale ed  è stato ricoverato in terapia intensiva il 45,2 percento.

Per la cronaca, questo articolo è stato scritto da un uomo che, che in caso di contagio da COVID, ha  un rischio 2,5 volte superiore di smettere di scrivere articoli, rispetto ad un coetaneo capellone.

francesco carbone
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