giovedì 15 novembre 2018
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Leggende e usanze del “caffè sospeso”

caffè-sospeso-bar-blu-milanoIl caffè, in Italia, è sacro e a Napoli la tradizione per questa bevanda è più sentita che mai. Nel capoluogo partenopeo il momento del caffè è irrinunciabile, in  qualsiasi momento della giornata, ed è proprio qui che è nata una delle leggende e tradizioni più diffuse che riguardano il caffè: il caffè sospeso.

Cos’è il caffè sospeso? Quando un napoletano va al bar, solitamente ordina un caffè ma ne paga due, il secondo si dice sospeso ed è destinato a chi non se lo può permettere. Quando una persona evidentemente disagiata e indigente si reca in un bar, sta al buon senso del barista far fede alla promessa implicita con il cliente che ha pagato due caffè, offrendo il secondo al bisognoso. E’ una tradizione antichissima che, purtroppo, negli ultimi anni ha subito un leggero declino. Tuttavia i giovani stanno riscoprendo questa tradizione filantropica, che fa parte della cultura napoletana più vera e sentita, famosa in tutto il mondo per l’estrema sensibilità nei confronti di chi ha bisogno e non può permettersi nemmeno una tazzina di caffè.

Il caffè sospeso mette in luce due aspetti fondamentali della cultura napoletana: il culto del caffè, che dev’essere garantito a prescindere dalle disponibilità economiche e la solidarietà. A Napoli, una persona può non avere le risorse economiche per comprare un paio di scarpe o  un tozzo di pane, ma non può privarsi del piacere di gustare un buon caffè; e chi può, versa volentieri la quota di un caffè per chiunque entri e ne abbia bisogno. La parola caffè è legata al territorio napoletano da sempre e a differenza del resto d’Italia c’è sempre l’abitudine anche in casa di offrirlo agli ospiti come al bar, e quindi si sceglie sempre quello con il miglior gusto. Peccato che in sospeso si lasci soltanto il caffè, si potrebbero lasciare tante cose in momenti di crisi, come alimentari al supermercato, vestiario e accessori per bambini e anche biglietti legati ad eventi locali. L’ultima novità arriva dalla cultura, ora sembra si lasci il libro in sospeso, per chi ha sempre voglia di arricchire le proprie conoscenze.

Carmela Bifolco

Carmela Bifolco, laureata inScienze della Comunicazione e diplomata in Web Design. Libera professionista opera come Web Content Editor freelance e consulente grafica e pubblicitaria dal 2001. Autrice di Web Design 2.0, scrive e collabora con numerose realtà lavorative e redazioni online. Blogger per professione, ma soprattutto per passione, gestisce vari blog e siti personali, informativi e ricreativi, integrandoli perfettamente con i nuovi Social Network con l’obiettivo di aumentare la propria comunità virtuale. L’entusiasmo e la voglia di fare, le permettono di entrare in contatto con esperienze stimolanti e variegate che le fanno abbracciare realtà sempre più disparate e le permettono di proporre sempre nuove idee e soluzioni utili ai suoi utenti.