lunedì 19 novembre 2018
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Bullismo, presente nel luogo più sicuro

bullismoIl bullismo è un comportamento scorretto e violento che si sviluppa soprattutto nell’età dell’adolescenza quando i ragazzi per integrarsi nel gruppo assumono atteggiamenti aggressivi contro il gruppo stesso.
Questo “fenomeno” è arrivato anche nel luogo dove ragazzi o bambini si sentono più al sicuro: LA SCUOLA! Dove viene raffigurato circa il 6O-8O% totale del bullismo presente in essa.

Il bullo assume questo atteggiamento per sentirsi più forte degli altri e dominarli. Ma si comporta così anche per vari motivi, può subire violenze a casa e riscuotere poi la sua rabbia sui suoi compagni oppure è sempre stato abituato a battersi con la forza. In ogni caso il bullo causa danni morali e fisici e a volte quasi sempre contro i più deboli. Per la violenza subita da parte del bullo, il ragazzo viene invaso dalla paura che lo porta a tenersi tutto dentro e a non reagire, a non sfogarsi con persone adulte per paura che il bullo possa vendicarsi ancora su di lui, ancora una volta, e soffrire in silenzio, arrivando pian piano alla depressione, ad isolarsi dai propri amici, ansia, alcolismo e il suicidio. Ma anche diventare come i propri aggressori, cioè prendersela con i più deboli per vendicarsi per quello che egli stesso ha subito.
I mass-media hanno configurato che  minimo 15-25 ragazzi si suicidano ogni anno a causa del bullismo. In Italia è presente sopratutto nelle scuole superiori ed infatti un ragazzo su due riceve una violenza verbale, psicologica e fisica. I I violenti vanno puniti con severità ed isolati, come suggerisce daltronde anche il Ministro della Pubblica Istruzione. La repressione non soltanto è talvolta utile, ma spesso si rivela essere un rimedio necessario. Il problema è grave, vario e complesso per cui scuola e famiglia dovrebbero agire in simbiosi. Spesso non c’è la voglia per arrivare a questo, ma per farlo si possono usare strumenti che sono di uso quotidiano sia per genitori che per figli, ovvero i mass media, tv, internet, radio, giornali. Grazie alla nuova riforma scolastica le scuole hanno la piena autonomia di gestione dei casi di bullismo presenti, dove, comunque, non vengono tollerate nemmeno le più piccole forme di sopruso all’interno delle mura scolastiche, anche al di fuori delle normali ore di lezione.
Alla scuola quindi viene dato più potere e ciò funge da importante sostegno per le famiglie dei figli vittime del bullismo e anche a quelle degli aggressori.Un’attività importante per le strategie anti-bullo è quello di far lavorare i ragazzi su qualche filmato oppure sulla lettura di qualche storia che abbia come tema principale il bullismo, per discutere poi e far emergere liberamente le loro emozioni, sensazioni, paure. Concludendo quindi, se la società di oggi è complessa, variegata di soggetti e problematiche, è anche vero che il bullismo è una faccia di queste. Risolvere il problema non è un gioco da ragazzi, ma di certo collaborando insieme si potrà giungere ad una soluzione.

 

Martina Mazzocca