martedì 20 novembre 2018
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Blue Whale Challenge, il nuovo gioco che sfida la morte

Dopo la sfida sui binari dei  treni, ecco un nuovo pericolosissimo “gioco”, Blue Whale challenge, letteralmente, la sfida della Balena blu. Nato su un social network russo, Vkontakte, si è subito diffuso tra gli adolescenti, mietendo dal 2016 circa 130 vittime, il numero è forse maggiore poiché ogni traccia viene cancellata dallo stesso utente. Infatti il “giocatore” contatta il “ custode” tramite alcuni hashtag e inizia la sfida di 50 tappe, la prima riconoscibile, è quella di tracciarsi una balena sul braccio con un coltello. Le successive sarebbero meno ardue, per così dire, ma spesso umilianti e poi l’ultima che prevede il suicidio: il custode decide la modalità della morte già dalla ventiseiesima sfida.

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Un “gioco” pericoloso che sta mietendo molte vittime, l’ultima in Portogallo dove una diciottenne è stata ritrovata morta e in Spagna un’adolescente è stata ricoverata dopo che i genitori avevano scoperto l’iniziazione all’insano challenge.

Non possiamo comprendere i veri motivi che conducono questi giovani ad iniziare e soprattutto terminare queste sfide, è certo che si tratta di persone influenzabili, deboli e per questo è necessario che ci sia più attenzione ai social network che i figli frequentano ed i segnali che possono trasmettere, come in questo caso autolesionismo, ben visibili sul corpo.

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Un’inchiesta di Novaya Gazeta mette in luce l’esistenza di gruppi chiusi e segreti collegati alla Balena blu ed altri in cui l’immagine di un’adolescente Russa, suicidatasi nel 2016, è diventata una sorta di immagine di culto per i followers. Non è più una leggenda metropolitana, ma una realtà cruda e desolante che è difficile da contrastare, dati i mezzi di diffusione e la protezione che di conseguenza ricevono i loro ideatori. Si spera che il gioco non abbia altre pericolose conseguenze e che i genitori o gli amici si accorgano dei primi segnali, come  nel caso dell’adolescente in Spagna.

Paola Esposito

Paola Esposito, laureanda in giurisprudenza, una grande passione per il cinema che coltiva fin da quando è adolescente, perchè al cinema la vita scorre come rappresentazione dei vizi e delle virtù degli individui, attraverso cui questi ultimi possono emozionarsi, capire, rivedersi nelle situazioni comuni e meno comuni.