domenica 18 novembre 2018
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Biblioteche scolastiche italiane: tra libri inestistenti e strutture inadeguate

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Le biblioteche scolastiche italiane. Foto: libreriamo.it

Non arrivano a cinque i libri disponibili per ogni studente e si fermano a 0,1 quelli nuovi, cioè comprati nell’ultimo anno, ovviamente sempre per studente. E’ l’  avvilente immagine delle biblioteche scolastiche italiane che emerge da una ricerca condotta dall’Ufficio studi dell’Associazione italiana editori (AIE). Dai risultati dell’indagine, si rileva anche che la spesa media per studente è di 1,56 euro l’anno. Secondo l’inchiesta, che aggiorna l’ultima realizzata su 1.192 scuole 15 anni fa, su 8.372 scuole (il 26% di quelle italiane) il numero medio di posti fruibili è di 15 in una superficie media dell’aula che ospita la biblioteca di 57 metri quadrati. Insomma, le biblioteche scolastiche non solo sono afflitte da patrimoni librari inesistenti, ma anche da gravi mancanze strutturali nella distribuzione del servizio: superficie, posti di consultazione, orari di apertura, addetti, professionalità.
A questo si deve aggiungere che la biblioteca scolastica, oltre ad essere un importantissimo strumento di promozione della lettura, è anche una libreria specializzata, che ha bisogno di competenze specifiche: oggi invece sono il 24% tra insegnati e genitori a prestare il proprio lavoro e il proprio tempo volontariamente contro il 2,5% di bibliotecari professionisti e il 51,3% di personale docente nelle ore a disposizione. Siamo l’unico Paese in Europa a non prevedere nell’ordinamento scolastico la figura del bibliotecario. All’interno di questo “bel dipinto”, il 42,1% dei 6-17enni non legge alcun libro diverso da quelli scolastici. Dall’indagine emerge che ci sono uno 0,8% di scuole che destinano più di 22 mila euro all’anno al funzionamento della biblioteca, lo 0,2% acquista all’anno 3.499 nuovi volumi, ha 419 mq di superficie ed oltre 60 posti a sedere. Numeri che avviliscono, che inducono ancora una volta allo sgomento. Arriveranno mai delle valide soluzioni?

 

Massimiliano Notaro