mercoledì 21 novembre 2018
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Colori, sorrisi, cultura e tanta solidarietà: il Benin, lo “scenario” di “Friends & Bikers for Africa”

foto pezzo benin

Il Benin. foto: consolato del Benin a Napoli

Elefanti, giraffe, bufali, facoceri, antilopi, leoni, ghepardi e leopardi vivono e si crogiolano sotto il cocente sole africano, immersi in una suggestiva Savana arborata interrotta da fitte foreste a galleria che si districano lungo brillanti corsi d’acqua, guardando spuntare in lontananza palme, Baobab ed acacie. Non è un sogno, è la natura del Benin, un paese, una repubblica, dell’Africa occidentale confinante con il Togo (a ovest), la Nigeria (a est), con il Golfo di Guinea (a sud) e con Burkina Faso e Niger (a Nord). Il Benin conta più di 40 etnie diverse, con culture, usanze, lingue, credo e caratteristiche somatiche proprie. Un “mosaico” colorato, ricco di storia e di fascino. Uno stato dalla doppia faccia, quella selvaggia, quella africana nell’essenza fatta di tribù e tradizioni; e quella urbanizzata dislocata in città moderne come Porto-novo, la capitale, e Contonou, sviluppatesi grazie alla costruzione di porti ed all’instaurarsi della conseguente attività economica. Città moderne, centri dell’economia ma contemporaneamente metropoli antiche grazie all’urbanesimo di vecchia impronta africana. E poi spicca Ganviè, una perla rara, ossia il famoso villaggio di palafitte abitato da pescatori.

Tante le sorprese che regala il Benin: dalle suggestive usanze delle popolazioni locali come il culto degli antenati ed il vudù: non quello negativo, quello che la credenza occidentale attribuisce al male. Il vudù beninese è positivo, benaugurante finalizzato a dispensare felicità e prosperità. Imponente è anche la produzione artistica e letteraria del paese; di notevole importanza, infatti, sono i meravigliosi palazzi ornati di Abomey (patrimonio UNESCO dal 1985) con i caratteristici bassorilievi di argilla dipinta e raffiguranti scene auliche e di caccia. Da non sottovalutare è anche la scultura, con le sue preziose rappresentazioni a sfondo religioso in ferro, rame ed ottone. In ambito letterario, la repubblica, vanta artisti come, Paul Hazoumè, O. Bhèly-Quenum, Dominique Aguessy, Moudjib Djinadou e tantissimi altri.
Un paese, dunque, ricco di ambivalenze: antico e moderno, selvaggio ed urbano ma anche ricco e povero. Infatti alla grande ricchezza dei centri cittadini del sud, si contrappone la profonda povertà del nord, arretrato e difficile. Una realtà dove per un bicchiere d’acqua si è costretti a camminare per chilometri, una realtà dove si muore. Una realtà però, dove i bimbi e gli adulti sono sempre pronti a dispensare gioia e sorrisi; dove anche una carezza fa la felicità. Una realtà preziosa perché conserva la vera essenza della felicità al cospetto dell’occidente, stufo, senza stimoli, vittima dei vizi e dell’”avere troppo”. Un’inestimabile anima che viene preservata dal lavoro delle tante associazioni e dei tanti volontari, grazie ai quali le popolazioni beninesi possono ricevere l’adeguato sostegno che mira principalmente a condurle verso una cultura di autosviluppo.
Tra le tante operazioni benefiche spiccano quelle coordinate dall’associazione “Insieme per l’Infanzia” che, insieme al patrocinio del Consolato del Benin a Napoli ed ai tanti sostenitori, ha già ottenuto straordinari successi umanitari. In questi anni di attività e di duro lavoro, infatti, sono stati costruiti ben 5 pozzi di acqua potabile, accorciando così i chilometrici tragitti sotto il sole africano che gli abitanti erano costretti a percorrere solo per avere la possibilità di bere. Oggi grazie a questi progetti circa 8mila persone riescono ad accedere all’acqua, alla vita.
Ed un nuovo grande successo si prospetta con l’ entusiasmante iniziativa umanitaria “Friends & Bikers for Africa”, il cui scopo principale mira alla costruzione del sesto pozzo accessibile in Benin. E non finisce qui: grazie alla collaborazione di numerosi motor clubs italiani, saranno donate due moto enduro necessarie per velocizzare i trasporti durante le emergenze sanitarie e per rifornire i villaggi dei beni di prima necessità (per approfondire vai a http://www.linkazzato.it/2013/07/friendsbikers-for-africa/). Il nuovo progetto, inoltre, è protagonista di novità assolute anche in campo di raccolta fondi: esso si basa sull’utilizzo di piattaforme web e social network secondo la nuova filosofia del Crowdfunding che, in poche parole, si basa sul piccolo contributo di tanti per arrivare ad un grande risultato complessivo (per approfondire vai a http://www.linkazzato.it/2013/09/friends-bikers-for-africa-crowdfunding-lets-donation/). Al mondo d’oggi il vero tesoro è custodito proprio dall’Africa: e non si tratta di diamanti, petrolio, oro o argento. Sono i valori custoditi dai poveri, da chi non ha niente, da chi è consapevole che la vita è il bene più pregiato ed impagabile. E’ necessario, dunque, sostenere ed aiutare questi luoghi e queste popolazioni meravigliose, che con la loro “purezza” rappresentano l’unica speranza che ci è rimasta.

Massimiliano Notaro