venerdì 16 novembre 2018
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‘O Barone ‘e Spaccanapoli

clochard baroneE’ morto il 3 marzo, a Napoli, Antonio Varvella, detto “’O Barone”, il clochard del centro storico, a causa di un’infezione che aveva colpito gli organi. È stato portato all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, e mentre si procedeva alle visite di rito e alla successiva intubazione, i valori sono precipitati per colpa dell’infezione, fino al totale blocco ai reni. Aveva 49 anni.
Il nome vero quasi nessuno lo conosceva, per tutti era ‘O Barone, appellativo che ha fatto nascere su di lui e il suo passato storie diverse. Secondo alcuni l’uomo era un nobile che ad un certo punto è impazzito, per altri invece aveva cominciato a vivere da clochard dopo una serie di tragedie familiari.
Antonio era un uomo buono, nonostante tutte le brutte esperienze trascorse sin da piccolo. Fermato dalla polizia quando era ancora minorenne, perché aveva con sé una piccola quantità di marjuana, fu portato a Nisida nel carcere minorile. In seguito a un incidente causato da un tuffo dalla Casa degli Spiriti di Posillipo, a 17 anni, gli fu diagnosticato un trauma cranico, e iniziò a tornare sempre più raramente a casa. I familiari cercarono di ricoverarlo, ma lui si dimetteva continuamente, voleva vivere in libertà. Uno dei suoi fratelli, Rosario, ci parla del matrimonio di suo fratello, della prima gravidanza della moglie (conclusasi tragicamente, per soffocamento del bambino, dice per disattenzione del medico, che aveva rimandato la data del parto), e delle sue due figlie, nate successivamente, che ingerirono per sbaglio una dose di tavor, ansiolitico diagnosticato al padre, scambiandolo per caramelle, e furono sottoposte a coma farmacologico; si salvarono, ma ad Antonio fu tolto l’affidamento. Iniziò a vivere sempre di più per strada, evidentemente gli spazi della casa erano per lui troppo stretti e non riusciva ad esprimersi appieno.
Rosario non lo ha visto negli ultimi 10 anni, nell’ultimo incontro gli presentò sua moglie, e Antonio disse: «Finalmente hai mis’ a capa a fa’ bene» (finalmente hai messo la testa a posto) – espressione normale se pronunciata da un fratello maggiore, ma che fa sorridere in questo caso, considerando il contesto.
Le esequie del Barone si sono svolte il 7 marzo a Piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli, è giusto così – afferma Rosario – perché la piazza lo ha amato tanto. Il clochard è stato cremato e le sue ceneri disperse in mare. Il comune si è offerto di provvedere ai funerali, ma la madre di Antonio non ha voluto. “Ringrazio il comune, ma Antonio ha una famiglia, una madre e un padre che pensano a lui. E oggi più che mai, voglio poter fare per Antonio quest’ultimo gesto d’amore, per i tanti fatti agli altri miei figli e che valga per i tanti che, proprio a lui, non ho potuto fare”. Il comune ha però provveduto a supportare con un servizio d’ordine i funerali, ai quali hanno partecipato tantissime persone, tra cui molti studenti e conoscenti del clochard, nonché il sindaco Luigi De Magistris.
Gli abitanti del centro storico e gli studenti erano affezionati ad Antonio, hanno voluto onorare il suo ricordo con manifestazioni di ogni genere: numerose le poesie scritte in sua memoria, sui social network e attaccate sui muri delle piazze, un graffito a Pozzuoli, e persino una notte bianca, dedicata interamente a lui, venerdì 15 marzo, a Piazza San Domenico, un’occasione per riunire la sua “seconda famiglia”, quella del centro storico, per cantare, per raccontare, per piangere e ridere insieme, per festeggiare e ricordare.
Oltre all’affetto e al dolore dei familiari, ‘O Barone ha quindi avuto il calore di una città intera, che ha vissuto con lui i suoi ultimi anni, e che lo ha ricordato, in una delle poesie più belle, scritta da Filomena D’Andrea, di Lioni (AV), cantautrice e scrittrice del gruppo artistico Makardìa, così:

Barone pirata
Barone signore
Barone da spiaggia
cappello e borsone.

Barone Chisciotte
contro le nuvole
Barone alla guida
di velieri e di cupole.

Pantalone a tre quarti
in alto la vita
serio cappotto
caviglia agguerrita.Nudo il petto
contri mostri e colossi
sigaretta elegante
occhi commossi.

Barone pirata
Barone signore
Barone da spiaggia
cappello e borsone.

Barone Chisciotte
contro le nuvole
Barone alla guida
di velieri e di cupole.

Folle mistero
hai amato il mondo
il sole del Gesù
l’amore vagabondo.

Hai sorriso bambino
e riso a crepapelle
sorseggiatore di gusto
camicia e bretelle.

Orditore di scherzi
maestro di pose
amatore di musica
e compagnie gioiose.

Piroettista da circo
ballerino sfinato
hai sfottuto i normali
mimando un commiato.

Barone pirata
Barone signore
Barone da spiaggia
cappello e borsone.

Barone Chisciotte
contro le nuvole
Barone alla guida
di velieri e di cupole.

Un ombrello qualsiasi
colorato sgangherato
danza ancora
Spaccanapoli ti ha amato.

Erika Chiappinelli

Redattrice at Linkazzato.it
Erika Chiappinelli, nata a Napoli, laureata in Lingue e Letterature straniere all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, attualmente lavora come guida turistica. Ha trascorso un periodo a Berlino come studentessa Erasmus, al termine del quale ha deciso di tornare nella sua amata Napoli. Si è recentemente avvicinata alla scrittura giornalistica e, appassionata di musica africana e di fotografia, vorrebbe intraprendere la carriera di fotoreporter.