giovedì 15 novembre 2018
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Precariato,Arpac: il paradosso della Regione Campania – GUARDA VIDEO

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Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania. Foto: asterisko.it

“Precariato”: una semplice parola diventata ormai una pesante e crescente realtà del nostro Paese. Una realtà che, giorno dopo giorno, lascia affogare i cittadini nel mare delle incertezze, che ruba prepotentemente il futuro a tutti i giovani e non. Ma in Campania oltre alla drammatica “piaga” sociale in questione, si associa anche il disastro ambientale. Un ammontare di problematiche denunciate ai microfoni de Linkazzato.it dalla dott.ssa Magda Balzano e dal dott. Pasquale Falco, rispettivamente rappresentati CGIL e UIL dei lavoratori Arpac. Nello specifico l’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) è l’unica società territoriale che dirige le funzioni di controllo ambientale e nata grazie ad una legge regionale, in virtù di una legge nazionale, che ha sottratto le attività in questione alla Sanità per attribuirle alle diverse Arpa presenti in ciascuna regione italiana. L’Arpac è composta di personale altamente qualificato, come ingegneri, chimici, biologi, geologi e di laboratori all’avanguardia la cui mansione principale è quella di battere l’intero territorio ed individuare tutti i possibili rischi ambientali per la popolazione.
Ma, come consueto in Campania, l’agenzia sta vivendo un profondo disagio lavorativo: da diversi anni, infatti, i dipendenti stanno combattendo contro il precariato. La risoluzione a questa amara condizione è stata tentata con l’applicazione delle Finanziare dello Stato del 2007 e del 2008 in cui furono previsti processi di stabilizzazione. Dal 2008 fino ai giorni odierni sono state espletate tutte le procedure concorsuali che avrebbero permesso, a distanza di tre anni, la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Ma la soluzione non è mai arrivata dato che la situazione ed i contratti non sono mai cambiati.
Inoltre l’ Arpac, rispetto alle altre agenzie Arpa italiane, risulta drammaticamente e paradossalmente sotto organico come spiegato dalla dott.ssa Balzano: “Basta pensare che in Lombardia, in Piemonte ed anche in Toscana hanno un numero di dipendenti non inferiore agli 800-900”. Mentre l’agenzia in questione consta solo di 580 lavoratori di cui 220 precari. “Considerato che la regione Campania è sicuramente martorizzata sotto l’aspetto ambientale– continua la Balzano- sembra già una contraddizione. Poi il fatto di non stabilizzare questo personale che è fondamentale per la vita stessa è un’altra grossa contraddizione che viviamo qui nella regione Campania”. Conseguenze? La società rischia di collassare e con essa anche uno dei servizi più preziosi per la Campania: il controllo ambientale. Proprio in un territorio massacrato e violato dai rifiuti illegali, dallo smaltimento improprio di questi, dalla diossina e dalle eco-mafie. Proprio nella regione dove respirare, bere e mangiare è ormai divenuto un pericolo tangibile. Proprio in Campania, dove i cittadini “muoiono di inquinamento”. E se i controlli ambientali scompariranno, cosa succederà a tutti i residenti? Cosa succederà al territorio? Si discute molto sui pericoli causati dagli “eco-mostri”, si cerca tanto di risolvere il problema, si cerca tanto di individuare tutte le zone a rischio per avviare bonifiche di risanamento. Si cerca, si lotta, si urla…contro un “cane che si morde la coda”.

Intervista alla dott.ssa Magda Balzano ed al dott. Pasquale Falco, rappresentanti sindacali dei lavoratori Arpac

Bruna Di Matteo