giovedì 15 novembre 2018
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Ingroia trasferito ad Aosta, “Un provvedimento punitivo”

L’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, finita l’aspettativa elettorale dopo la sconfitta del suo partito Rivoluzione Civile che non è riuscito ad entrare in Parlamento alle ultime elezioni politiche, è stato trasferito dal Consiglio Superiore della Magistratura ad Aosta, unica sede giudiziaria in cui non era stato candidato, con funzioni di sostituto procuratore.

La decisione, presa a maggioranza del Csmm del plenum, è arrivata all’indomani del diniego dell’ autorizzazione richiesta da Ingroia a palazzo dei Marescialli di poter invece andare a dirigere l’Agenzia regionale siciliana che si occupa della riscossione delle tasse, propostagli dal Governatore siciliano Rosario Crocetta. La reazione di Crocetta al trasferimento del Csm non si è fatta attendere così come quella dello stesso ex procuratore. 

Il Csm ha fatto valutazioni che mi lasciano abbastanza sconcertato – ha detto Ingroia -. Prendo atto delle decisioni che non mi sembrano ispirate da disponibilità e attenzione nei confronti di un magistrato come me che per 25 anni ha dedicato la propria vita e la propria attività nella lotta alla mafia. Si è trascurato la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza. Si è scelto di non valorizzare la mia professionalità, anche con una punta di disprezzo nei confronti del mio lavoro di questi anni. Ora aspetto che mi venga notificato il provvedimento“.

Una punizione che per il leader di Rivoluzione Civile “Ha il sapore  di provvedimento punitivo di cui prendo atto e terrò conto. Mi mandano a fare il pm e non il giudice, violando la regola che chi rientra da un`aspettativa politica non può fare il pm. Perché fare un`eccezione a questa regola e non eccezioni a regole relative a sede di destinazione e funzioni? E` difficile non scorgere un effetto punitivo in questi provvedimenti. Non so le ragioni, perché si è parlato di alcune regole come se fossero inflessibili ma lo stesso Csm ha violato le regole che dice di essersi dato. Ne terrò conto“.

 

 

Vincenzo Nigri