lunedì 18 dicembre 2017
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Al Plart, party benefico con il libro Le chiome raccontano

Mariapia Incutti presidente della Fondazione Plart, Fancesca Vitelli scrittrice e Vincenzo Sammarruco storico stilista-coiffeur di Chiaia hanno presentato al museo della plastica di Via Martucci il libro Le chiome raccontano per sostenere la Fondazione Santobono Pausilipon. Una grande festa di solidarietà dove sono state vendute centinaia di copie per raccoglie fondi per i bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico. Il libro racchiude una divertente e profonda intervista della scrittrice a Sammarruco. Filo conduttore del libro illustrato da Valentina D’Andrea le donne e gli incontri importanti.

Il brillante e anche divertente dialogo moderato da Rossella Paliotto si è ripetuto con tanti ospiti e amici durante il cocktail party organizzato dall’imprenditrice Maria Pia Incutti, dove solidarietà, arte, moda del capello e design si sono incontrati. Dalla “donna fortuna” alla “donna pietra”, passando per l’anima gemella, scorre il racconto di grandi figure femminili che hanno fatto la storia della città. Donne che hanno segnato una svolta, decisioni che hanno portato a un bivio. Donne che hanno insegnato a Vincenzo, il galateo, l’umorismo, i sentimenti, l’amicizia, le sfumature. Alla serata hanno partecipato tante amiche descritte nel libro e a cui è stata servita una beneaugurante “pizzetta di design e dei ricordi” a forma di quadrifoglio, realizzata dal Romano Lab. Inoltre, per l’occasione, l’artista Gianni Pisani ha dipinto un quadro dedicato alla mitica pizzetta intitolato “L’originale”.  

“Le storie e le emozioni di quelle donne– ha commentato l’autrice – diventano nel libro delle pennellate di colore, in cui la leggerezza è il registro scelto per celebrare la complessità di un universo che affascina, intriga e non smette mai di sorprendere”. Tante clienti oggi amiche e i loro mariti sono accorsi per brindare a Vincenzo e partecipare al party solidale.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.