Ci sono attori che vengono ricordati per un personaggio. Altri per anche solo un cameo in film cult. Tim Curry appartiene a una categoria più rara, quella degli interpreti capaci di lasciare un’impronta diversa ogni volta che entrano in scena. Nato nel Cheshire il 19 aprile 1946, cresce in Inghilterra e si avvicina alla recitazione dopo gli studi universitari. Il teatro diventa il primo terreno sul quale sperimentare quella presenza scenica che, negli anni, diventerà il suo marchio più riconoscibile.

La svolta arriva con The Rocky Horror Show. Nel ruolo di Frank-N-Furter, Curry costruisce un personaggio teatrale, provocatorio e ironico, che nel passaggio al cinema, con The Rocky Horror Picture Show del 1975, trova una seconda vita. È il film che lo porta davanti a un pubblico internazionale e che ancora oggi lo identifica nell’immaginario collettivo. Curry, però, non accetta di rimanere prigioniero del successo di un’unica interpretazione.

Negli anni successivi cambia continuamente registro. È il signore delle tenebre in Legend, un investigatore in Clue, il concierge di Mamma, ho perso l’aereo 2 e il primo, vero e spaventoso Pennywise nella miniserie televisiva It. Proprio il clown nato dalla fantasia di Stephen King dimostra quanto Curry sappia trasformare una presenza apparentemente teatrale in qualcosa di profondamente inquietante. Al cinema affianca il lavoro sul palcoscenico, in televisione e nel doppiaggio, mantenendo una carriera sorprendentemente varia, regalando gioielli artistici anche con il canto.

Della sua vita privata ha sempre mostrato poco, scegliendo di lasciare la curiosità del pubblico fuori dalla porta. Nel 2012 un ictus limita fortemente la sua mobilità, ma non interrompe il rapporto con il mondo dello spettacolo.

La forza di Tim Curry è forse tutta qui. Non aver mai cercato una sola identità. Ha cambiato volto, voce e pelle infinite volte, come un attore davanti a uno specchio. E quando le luci si spengono, qualche maschera resta ancora lì, a ricordare che certi interpreti non escono mai davvero di scena.

Fonte immagini: Google

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