C’era una volta, una televisione italiana che non aveva bisogno di alzare la voce per farsi notare. Una televisione fatta di gentili conversazioni, ironia garbata e presenza umana. Sembra l’inizio di una favola Disney ma in realtà è esistito davvero quel modo di raccontare il piccolo schermo, in cui persone come: Fabrizio Frizzi, Alberto Castagna e Pippo Baudo hanno rappresentato alcuni dei volti più riconoscibili e amati. Tra questi, Enrica Bonaccorti, una conduttrice capace di entrare nelle case degli italiani con naturalezza, come una persona di famiglia, discreta e gentile, dal viso materno.

Nata a Savona nel 1949, Bonaccorti cresce artisticamente tra teatro, musica e scrittura. Prima ancora di diventare una figura popolare della televisione, dimostra, sin da giovanissima, una grande sensibilità per le parole, diventando autrice e paroliera e proprio in questo ambito nasce uno dei capitoli più significativi della sua carriera e della musica italiana: la collaborazione con Domenico Modugno. Per il grande artista pugliese scrive testi importanti, tra cui quello di “La lontananza”, canzone intensa e malinconica che nel tempo diventerà uno dei brani più amati del repertorio di Modugno. Un successo che rivela la sua capacità di raccontare emozioni con delicatezza e profondità.

Questa sensibilità per il linguaggio e per i sentimenti accompagnerà tutta il suo percorso professionale, soprattutto quando negli anni’80 approda con continuità alla televisione, sostituendo Raffaella Carrà, portando con sé uno stile personale tra eleganza, spontaneità, mai sopra le righe e rispettosa di tutto, andando contro ogni forma di ipocrisia. Il grande pubblico la consacra grazie a programmi di successo come “Pronto, chi gioca?”, conquistando milioni di telespettatori.

Il segreto non stava in effetti speciali o ritmi frenetici. Enrica costruiva la trasmissione sul dialogo, sull’improvvisazione intelligente e su una qualità sempre più rara oggi, quella dell’ascolto. Quando parlava con gli spettatori al telefono, o come quando qualcuno si rivelasse debole, sembrava davvero interessata alle loro storie, pronta a tendere sempre una mano. Era una televisione che si prendeva il tempo di sorridere, di scherzare, di creare un momento di complicità con chi guardava dallo studio e da casa.

Bonaccorti, professionista completa e garbata, ha attraversato il mondo dello spettacolo con indipendenza e personalità, senza mai rinunciare alla sua cifra stilistica fatta di misura e sensibilità. In un ambiente spesso dominato dall’esibizione, lei ha scelto la strada della semplicità intelligente, pagando un caro prezzo risultando incoerente con la televisione che di lì a poco si sarebbe plasmata, tra ritmi serrati, grida, pochezza e retoriche.

Enrica Bonaccorti, che ha lasciato questa “amara terra” troppo presto a causa di un brutto male, lo scorso 12 Marzo 2026, è stata una voce discreta ma profondamente riconoscibile, capace di lasciare un segno senza bisogno di alcun clamore, affrontando ogni avversità con coraggio e determinazione, affidandosi all’amore verso chi l’amava.

La sua presenza sullo schermo somigliava a una brezza leggera che attraversa una stanza d’estate. Non fa rumore, ma cambia l’aria. E quando passa, ci si accorge che il silenzio è diventato un po’ più musicale.

Fonte immagini: Google

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