Pietro Pipia è tra i volti protagonisti di un’immagine che racconta bene questa storia: una sala affacciata sul mare di Napoli, al Circolo della Vela di Borgo Marinari, dove idee giovani circolano veloci in un confronto diretto e senza formalismi.
È in questa cornice che nasce nel 2025 — nell’anno in cui la città celebra i 2.500 anni dalla sua fondazione — il Rotary Club Napoli Neapolis, una realtà neonata che vanta già un primato nazionale: il più alto numero di iscritti under 35.
Oggi Pipia ricopre il ruolo di vicepresidente più giovane tra tutti i Rotary Club d’Italia. Un traguardo che, tuttavia, per lui non rappresenta affatto un’etichetta da esibire, ma il segno tangibile di un cambiamento generazionale in atto.
«Più che un traguardo, lo considero una responsabilità. Non mi interessa essere “il più giovane”, ma lavorare con concretezza e coerenza. Ho accettato questo ruolo, per costruire qualcosa che duri nel tempo»
Non è l’anagrafe il punto. È il senso del ruolo. In un momento in cui le nuove generazioni chiedono spazi autentici e non simbolici, il Neapolis prova a riscrivere il modo di vivere il Rotary, partendo da una consapevolezza chiara: i giovani non rifiutano l’impegno, rifiutano il vuoto.
«Noi siamo allergici alla retorica, ai linguaggi che promettono e non incidono. Non rifiutiamo l’impegno: rifiutiamo simboli senza conseguenze.»
C’è un luogo comune che il club partenopeo vuole smontare con i fatti: che il Rotary sia un’associazione per persone di una certa età. Il Rotary Club Napoli Neapolis nasce giovane per scelta, non per moda. Perché il futuro si costruisce passando responsabilità, non custodendole.
«Non vogliamo essere coinvolti per immagine. Vogliamo essere ascoltati sul serio: per scegliere, per sbagliare, per incidere — senza essere semplificati.»
Il tema non è fare tendenza, ma garantire continuità. Un club che vuole costruire futuro deve integrare energie nuove e competenze diverse: senza il contributo attivo dei giovani non c’è visione di lungo periodo né evoluzione.
Una direzione che è chiara anche a livello internazionale, dove Rotary International indica da tempo la necessità di un ricambio generazionale autentico, capace di assicurare impatto e leadership futura.
In questo percorso rientra anche il ruolo del Rotaract, che secondo Pipia deve tornare a essere un passaggio naturale, vicino agli anni universitari, e non un limbo indefinito.
«Se perdiamo il senso del passaggio, perdiamo continuità, energie e leadership futura.»
Presieduto da Umberto Asprino e composto in larga parte da under 35, il club — con sede al Circolo della Vela di Borgo Marinari — nasce con un obiettivo preciso: unire impegno sociale e nuove forme di partecipazione.
Un Rotary dinamico e accessibile, capace di parlare alle nuove generazioni attraverso iniziative concrete, inclusive e di valore.
Nel corso dell’anno il Neapolis organizzerà eventi culturali, progetti mirati a sostenere cause di forte impatto sociale e un importante evento di sensibilizzazione per dire no alla violenza di genere, una battaglia che il club intende portare avanti con determinazione.
Fonte immagine copertina: uff. stampa RCNN 2026
