La Sala Nugnes ha ospitato la presentazione di “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino per Santiago” scritto dall’avvocato Michele Bisceglia
Un tema che tocca il cuore e l’anima, affrontato nella Sala Nugnes del palazzo del Consiglio Comunale di Napoli. Un pomeriggio molto intenso quello di giovedì per l’avvocato Michele Bisceglia, autore del libro “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino per Santiago” edito da Franco Di Mauro. Per sviscerare un racconto attraverso ostacoli e dolori che la vita può portare durante il suo percorso, rileggendo il tutto e cercando di canalizzare lo stesso dolore per migliorare se stessi e guardare il mondo con altri occhi. Con più forza ed equilibrio, affrontando il presente da un punto di vista diverso da quello di partenza, compromesso dai dettami della società moderna sfrenata e competitiva. Alla base del racconto c’è la teoria “Mindfulness”: la vita è qui e ora. Il passato non esiste più, il futuro è lontano. Allora ecco un’analisi su come godere il presente attraverso un procedimento mentale che possa spalancare orizzonti di serenità. Un pomeriggio che si è aperto con i saluti di Toti Lange e Alfredo Affatato, moderato da Grazia Fatalò e a cui hanno partecipato insieme all’autore Gianluca Daniele, Massimiliano Palmentieri, Lino Pietropaolo, Maria Acconciagioco, Filippo Cantone ed Enzo Cuomo.
«Un volume che ruota attorno all’elaborazione del dolore, come canalizzarlo al fine di iniziare un percorso personale di miglioramento. È un racconto, ma anche un manuale motivazionale». Così l’avvocato Bisceglia che cerca di spiegare come gestire il dolore e sfruttarlo come risorsa per un miglioramento personale, come godersi la vita in ogni piccola sfumatura guardandola da un punto di vista diverso: «Viviamo in una società fortemente competitiva, che si manifesta troppo e in tutti i campi. Questo volume cerca di dare un’educazione al contrario». Nel pomeriggio di giovedì, inoltre, l’occasione per parlare anche dell’importanza della donazione con l’associazione “Gli Unicorni di Diana” che promuove campagne d’informazione sulla donazione di sangue e di midollo osseo, organizzando giornate di raccolta di sangue per gli ospedali pediatrici.
L’avvocato Bisceglia continua la sua analisi: «Dobbiamo accettare la necessità del silenzio, quei momenti in cui bisogna senza rumori ritrovare se stessi». Uno degli obiettivi è smetterla di competere con gli altri, ma solo con se stessi: «Siamo programmati da questa società – spiega l’avvocato Bisceglia – per emergere a qualunque costo. Tutto ciò comporta uno stress enorme, allora dobbiamo iniziare a tornare un po’ bambini, senza quelle sovrastrutture societarie che portano gli adulti a sgomitare sempre. I bambini si divertono, nel gioco e nella leggerezza. Bisogna tornare semplicemente a divertirsi. Nel libro c’è un passaggio su dei bambini che giocano a calcio in strada, facendo rumore, ridendo, manifestando la loro personalità. A un certo punto una madre strattona suo figlio e lo riporta a casa affinché faccia i compiti, si asciughi il sudore, sia composto e disciplinato. Ecco quella madre rappresenta la società moderna che ci educa in un certo modo, andando contro quella che era la vera personalità che stava venendo fuori nel gioco».
