lunedì 12 novembre 2018
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“Tredici”: la serie tv scandalo

Le puntate sono ambientate negli Stati Uniti d’America ma sono cult anche in Italia.

Il suicidio dell’adolescente Hannah Beker, protagonista dell’ambiente screenager (termine derivante  dall’unione delle parole screen e teenager), ha registrato su apposite cassette i tredici motivi che l’hanno spinta a suicidarsi.

E’ merito di Brian Yorkey se “Tredici” la storia  basata sull’omonimo romanzo di Jay Asher approda anche sul piccolo schermo. Il 31 marzo 2017 è stata trasmessa per la prima volta in onda su Netflix. La serie è stata acclamata dalla critica, che ha apprezzato l’interpretazione del cast e l’approccio a temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l’omosessualità, le violenze domestiche e il bullismo; anche se la rappresentazione grafica di tali temi ha generato dibattiti in numerosi Paesi.

Ma diamo qualche anticipazione sulla trama. Gli studenti di un classico liceo americano sono sconvolti dal recente suicidio della studentessa del terzo anno. Qualche giorno dopo, al suo compagno di classe e amico, Clay Jensen, viene consegnata una scatola da Tony, contenente sette nastri che contengono tredici registrazioni fatte proprio da Hannah, nelle quali spiega i motivi del suicidio; chi riceve quelle cassette è proprio uno dei motivi della sua morte. Tormentato, il ragazzo inizia ad ascoltare le registrazioni per capire che ruolo ha avuto in quel tragico gesto. Scoprirà che Hannah è stata vittima di cattive voci, bullismo da parte dei compagni, e che molti di questi ultimi, dietro le apparenze, nascondono segreti anche terribili. Durante l’ascolto, Clay verrà ostacolato dagli altri destinatari delle cassette, che vogliono impedirgli di far scoprire le verità conosciute da Hannah.

Nonostante la serie sia stata ambientata in America anche in Italia e in altri paesi si sono verificati casi del genere e quindi anche per questo e per i temi trattati quest’ultima ha avuto molto successo e può essere di aiuto ai tanti giovani che la guardano e si trovano in situazioni di questo tipo.

 

Ornella Vadiero, Rita Battaglia e Anastasia Dulova.

 

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