martedì 13 novembre 2018
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I mangiatori di patate di Vincent Van Gogh

 

 

 

L’arte del pittore Vincent Van Gogh esprime il turbamento, la sofferenza e il conflitto interiore, tutte sensazioni che rivivono sulle sue tele.

Le lettere che inviava al fratello ne trovano conferma. Difatti, grazie ad esse, sono venute fuori le “voci di dentro” del pittore che hanno avuto un ruolo importante nella descrizione della sua particolare arte che a quei tempi non era presa in gran considerazione. un solo quadro venduto e tanti rifiuti, persino dal dottor Gaghet che abbandonò il quadro del suo ritratto dipinto da Van Gogh, nel periodo che lo aveva in cura, nel pollaio.

Il fratello Theo invece era convinto della classe dell’artista finanziandogli le spese in toto (colori, tele, pennelli, vitto, alloggio) per la permanenza a Parigi o altrove.

Tra i quadri più celebri dell’artista, si annovera “I mangiatori di patate” che rappresenta le due pitture di van Gogh nel periodo di aprile e maggio1885 ad Arles, esposti oggi a Otterlo, Rijksmuseum Kroller-Muller, ci sono poi una dozzina di schizzi preparatori a matita antecedenti, della scena d’insieme e dei particolari disegnati nel Marzo del 1885, oggi esposti ad Amsterdam, fondazione Van Gogh.

E’ di quel periodo una lettera che l’artista inviò a Theo, in cui riversava il suo impeto d’artista:

 

“Lavorando ho voluto fare in modo che si capisse che quei popolani che, alla luce della lampada, mangiano le loro patate prendendole dal piatto con le mani, hanno personalmente zappato la terra in cui le patate sono cresciute…”

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E’ la prima opera matura di Van Gogh caratterizzata da tratti marchevoli  e duri dei volti di mangiatori di patate al punto che ne altera i lineamenti abbruttendoli; i colori bistri e bruni che usa sulla tavolozza, rendono l’atmosfera dell’ambiente calda ma drammatica; la luce soffusa sui volti rigati dalla stanchezza, l’avvilimento da una vita di duro lavoro. La scena mette in risalto la cena, la comunanza ispirata alla religione che ne farà di Van Gogh un pioniere. Egli esprime chiaramente il disagio e quindi il dolore, la denuncia sociale, la morale evidenziata nell’arte della pittura. Van Gogh studia attentamente la figura dei personaggi, traendo conforto dall’idea che avesse trovato la strada del sentimento rappresentata nella gente comune per un futuro pittorico.

Van Gogh in quel periodo si recava spesso a cenare presso la famiglia Groot, di cui il figlio e la figlia gli faranno da modelli per la sua unica e grande opera, i mangiatori di patate dove avviene la consacrazione del pasto serale in comune sotto la lampada. I maggiori riferimenti pittorici, Van Gogh sembra trarli dai colleghi Millet, Delacroix, Rembrandt, Hals.

Il pittore con questa tela apre la strada ad uno stile unico e introspettivo, mirando a influenzare la pittura espressionista nei secoli che succederà fino ai giorni nostri.