martedì 13 novembre 2018
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Edèr manda in estasi l’Italia. Conte:«Orgoglioso dei miei ragazzi. Avanti così»

L’Italia chiamò e gli azzurri risposero”. Dopo il fantastico debutto contro il Belgio, l’Italia ha superato anche l’ostacolo Svezia ed accede, matematicamente, agli ottavi di finale di Euro2016, grazie al goal del “meno italiano”, della rosa: Edèr.

 

A dire la verità, non è stata una bellissima partita: poche conclusioni indirizzate verso lo specchio, poche azioni manovrate, poche verticalizzazioni e tanto tiki taka. Gli svedesi, dal loro punto di vista, hanno interpretato il match, così come l’avevano preparato, non concedendo niente all’attacco avversario ed impostando il gioco, solo ed esclusivamente sulla fisicità.

L’equilibrio è prevalso quasi fino al termine della partita, quando un lampo ha, improvvisamente, accesso ed infuocato il match: rimessa laterale di Chiellini, spizzata di Zaza e percussione di Edèr. Sembra il goal fotocopia che, lo stesso italo-brasiliano, realizzò contro la Bulgaria: dopo aver eluso l’intervento di due difensori, lascia partire un tiro a giro che si insacca nell’angolino. Strano, ma vero: l’Italia è avanti. Nel finale non succede nulla, a parte un sussulto, per un presunto rigore per la Svezia, all’ultimo secondo.

L’Italia, finalmente, riesce a vincere le prime due sfide della competizione europea, spezzando questo tabù, che vigeva da ben 16 anni. Non nasconde la propria felicità, il ct della Nazionale, Antonio Conte:” Sono contento per i ragazzi. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo ed ora siamo agli ottavi. Nessuno lo avrebbe detto all’inizio della competizione, perché intorno a noi, c’era e c’è grande scetticismo. Ora possiamo affrontare più serenamente il match con l’Irlanda e poi vedremo cosa accadrà”. Bene così!

Christian Corda

Dottore in Scienze della Comunicazione, amo affrontare tematiche d'interesse sociale e prestarmi al servizio della collettività.Ho deciso di far sentire la "mia" voce in Linkazzato.it perché è un giornale innovativo e realista che non mostra "sudditanza psicologica"verso poteri provenienti dall'alto.