sabato 17 novembre 2018
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Wheelys: la tazzulella svedese ha le ruote e il wifi

safe_image“Cambiare il mondo, un colpo di pedale alla volta”. Slogan ambizioso ma certo di grande appeal in un’era dove l’eco sostenibilità – giustamente e finalmente – si sta imponendo come filosofia guida per un certo modello di business. Ed è questo stesso pensiero a sostenere la ricerca fondi del progetto Wheelys, per la quale sono scesi in campo, nientemeno, i guru di Indiegogo. Non sappiamo se ai superman californiani del crowdfunding sia piaciuto il nome – certo non un capolavoro di originalità – dei nuovi bar su ruote: che rimane tuttavia, a nostro avviso il solo punto debole della vision dei Wheelyers. I quali promettono al mondo scenari urbani affollati di bar a due ruote, piccoli, garantiti no-CO2 e in grado di recapitare caffè ancora caldi praticamente ovunque non ci siano gradini di mezzo.

Il veicolo, che costa meno di tremila euro, è equipaggiato con batterie solari e attrezzato di serie per servire una selezione di caffè, bibite fresche, frutta e dolcetti forniti dal gruppo produttore; il menu è comunque integrabile a discrezione del gestore con insalate, snack, persino giornali e riviste, cartine turistiche o creme solari, a seconda dell’area operativa prescelta. Sì, perché Wheelys (che nella versione 2.0 è anche equipaggiato di ruote hi-tech, rete wi-fi e funzioni intelligenti come l’ordine via app) è già stato testato in mezzo mondo, dall’estremo nord europeo ai deserti del medio Oriente. I suoi creatori, svedesi come l’Ikea, Thor e gli Abba, promettono ai micro-imprenditori della tazzulella a pedali una fase di start-up praticamente azzerata, e guadagni nell’ordine dei 700 dollari al giorno; sono già sbarcati in India, Canada, Germania, Cile oltre che, naturalmente, negli USA.

Nel sostenere la fase di avvio dell’attività, Wheelys mette a disposizione degli affiliati un già potente network, con sito web ben avviato, forte presenza sui social, strategie globalizzate – e condivise, tengono a precisare – di marketing. È dunque non solo un franchising quanto piuttosto un movimento globale quello che, da oggi e fino al 28 febbraio, si lancia al fianco di Indiegogo nella caccia al finanziamento. Per sapere com’è andata, provate da marzo ad ordinare un caffè via smartphone… Lontano dalle scalinate, però.

alberto isola

Forma di vita basata sull’inchiostro, scrive da prima di sapersi leggere. Nato a Genova quattro secoli troppo tardi per unirsi alla filibusta, poi domiciliato a Dublino, Lampedusa e sull’Arcadia, ama Napoli quanto un gatto il sole. Dopo aver fatto più mestieri di Marlon Brando e più traslochi di Ulisse, oggi è (anche) copy e ghostwriter, editore della guida Capperi!, compilatore del Dizionario Furioso e Amoroso, membro fondatore del collettivo AB Nordahl..

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