lunedì 19 novembre 2018
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Vesuvio ancora in fiamme: arriva l’esercito

Le fiamme che hanno avvolto il Vesuvio Sabato scorso non sono state ancora domate del tutto, a causa del vento e del materiale organico del suolo, costituito da rami e foglie, la cosiddetta “lettiera” che continua a bruciare. I vigili del fuoco lavorano senza sosta ed oggi sono arrivati i militari dell’operazione strade sicure.

Oramai è certa la natura dolosa dell’incendio,“ Siamo in una fase preliminare, ma tutto fa propendere per la natura dolosa degli incendi” spiega il procuratore reggente di Napoli Nunzio Fragliasso. Tesi confermata anche dai carabinieri: “ È una corbelleria pensare alla autocombustione, qui c’è la mano di una o più persone” dice il comandante Regione Forestali Campania, Sergio Costa.

Ad Ottaviano, nella sede del Parco Nazionale del Vesuvio, è arrivato nel pomeriggio il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti per una riunione con tutti i soggetti impegnati nell’emergenza. Ferma la condanna dei piromani. “Faremo di tutto per catturare i colpevoli. Napoli non merita questa immagine, e se qualcuno ha incendiato il Vesuvio – ha detto – lo voglio vedere in carcere per 15 anni”. In serata, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza tenuto a Napoli, arriva il via libera all’utilizzo dell’esercito. Dopo il primo invio immediato, nei prossimi giorni “verrà ampliata la presenza dei militari nelle situazioni più critiche, in un’ottica di prevenzione”

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Per quanto concerne la notizia relativa agli otto gatti cosparsi di benzina e incendiati per propagare maggiormente il fuoco, sembrerebbe una bufala, ma al momento non c’è stata alcuna conferma o smentita. Difatti il comandante regionale del corpo forestale Sergio Costa ha affermato “non posso escludere questa cosa ma sicuramente al momento non posso confermarla”.

Paola Esposito

Paola Esposito, laureanda in giurisprudenza, una grande passione per il cinema che coltiva fin da quando è adolescente, perchè al cinema la vita scorre come rappresentazione dei vizi e delle virtù degli individui, attraverso cui questi ultimi possono emozionarsi, capire, rivedersi nelle situazioni comuni e meno comuni.