venerdì 16 novembre 2018
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Stupore e indignazione per il raduno nazi-rock che si terrà a Milano

2166344-naziIn tutti i paesi europei sono stati respinti ed è in Italia, a Milano, che hanno trovato ospitalità i gruppi neofascisti e nostalgici del Führer per il raduno degli hammerskin (gruppo nato negli U.S.A. trent’anni fa, cellula separatista della più famosa setta del Ku Klux Klan); che si terrà questo sabato, 29 novembre. C’è un’area predisposta per il loro arrivo, al momento ancora Top Secret, nella stessa Milano che rappresentava un punto fermo della resistenza italiana del ventennio fascista. E nella stessa Milano, come in tutto il resto d’Italia, grande è lo stupore, lo sdegno: “Sfregio ai valori della Costituzione”, queste le  parole del sindaco Pisapia. L’Anpi, Libertà e Giustizia e osservatorio democratico sulle nuove destre stanno facendo di tutto per bloccare il meeting.

L’area destinata a un migliaio di fanatici sarà “arricchita” dall’odio verso tutto ciò che è diverso e contornata “finemente” dalla galassia nera, fatta di saluti romani, svastiche e slogan razzisti.E per contestualizzare il tutto non poteva di certo mancare la musica: con gruppi e brani che riprendono citazioni hitleriane, passando per una gamma di complimenti elargiti abbondantemente ai nemici giurati della loro musica: i neri, i turchi, gli ebrei, gli omosessuali.

Per chi volesse ringraziare l’organizzazione ospitale italiana, può rivolgersi al referente politico degli organizzatori del raduno Lealtà e Azione: associazione “culturale” di skinhead milanesi. Tante le iniziative per fermare l‘evento: proteste, mobilitazioni e persino una raccolta firme con più di 4.600 firmatari che però, purtroppo, non hanno avuto modo di impedirne la realizzazione. “L’indignazione quella vera, è rara”.

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.