domenica 18 novembre 2018
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Il primo risveglio di Napoli con il nuovo anno

napoli_lungomareNonostante la diminuzione del 30% dei feriti a causa dell’uso errato dei botti di Capodanno, a Napoli continuiamo ad avere il primato di questo triste bilancio. Per quest’anno le cifre registrano un bambino in gravi condizioni, ricoverato all’ospedale Santobono e in prognosi riservata, oltre a 48 feriti sui 71 in tutta la Campania, ai quali si aggiunge il crollo parziale dell’androne di un edificio a Barra a causa di un pacco di petardi, per il quale proseguono gli accertamenti.   Ma a tutto questo possiamo affiancare senz’altro una classifica  più ottimista, che vede la città di Napoli salutare con ordine ed efficienza il nuovo anno. Ci riferiamo ai trasporti pubblici, il cui servizio ininterrotto durante tutta la notte fino alle 13 dell’1 gennaio, non ha visto ritardi e disservizi nelle corse, le quali sono state frequenti ed affidabili.  Ma ancor di più, un grande merito va dato alla nettezza urbana napoletana, che già dalle prime luci dell’alba e anche prima, nonostante il gran freddo, si è messa all’opera per ripulire le strade da cocci di bottiglie, rifiuti e botti inesplosi. Il risultato è stata una città linda e pinta già di prima mattina, in cui, oltre ai resti dei palchi che presto verranno smantellati, non si notava alcun segno delle baldorie notturne.   Un risultato che non è stato raggiunto in egual modo gli scorsi anni e che ci fa ben sperare che il 2015 porti una ventata di rinnovato senso civico in tutto il capoluogo. Restano da riparare le tubature di molti palazzi, specialmente dal Vomero in su, dove il freddo improvviso degli ultimi giorni ha causato delle rotture con spiacevoli perdite d’acqua. Gli edifici interessati sono comunque stati recintati per evitare danni ai passanti, ma presto tutto sarà risolto. Insomma, un 2015 piuttosto speranzoso si prospetta per la nostra città e tutti, nel nostro piccolo possiamo già fare qualcosa per contribuire.

Flavia Bizzarro

Studentessa di Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, mi definisco due mani, due piedi e una mente in moto perpetuo. Per chi si chiedesse cosa sarà del mio domani, citando Séguéla rispondo: "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario.."