venerdì 16 novembre 2018
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Riapre a Napoli il Cerriglio, la taverna del Caravaggio

20141106_82723_c4Come la vita stessa degli artisti dondolante  tra alti e bassi, lode e infamia, così è la taverna del Cerriglio: La prova schiacciante che l’ispirazione passa anche dal pasto, dal convivio. Il Cerriglio, la Taverna del Caravaggio, riapre, e sarà simile a come è stata nel 1600, sempre nella zona dei Banchi Nuovi, alle spalle dell’Università degli studi L’Orientale, portando oggi dal remoto 1600 i tratti caratteristici della propria fama: buon cibo, buon vino e, solo allora, anche qualcos’altro… Tra le anime del popolo napoletano, tra nobili, artisti, soldati o poveri, gonfi di vino e pronti alla rissa.

La Taverna del Cerriglio, nata probabilmente intorno al 1300, ha ospitato Michelangelo Merisi da Caravaggio, nel 1609, precisamente la notte del 24 ottobre quando fu aggredito e sfregiato. Ma i tavoli del Cerriglio hanno goduto anche della presenza di Giambattista Basile, Giambattista Della Porta, Carlo Celano e tanti, tra artisti e scrittori, e i tavoli e il “vico” e la zona ne possano rigodere nuovamente, anche oggi, dopo 400 anni, per la continuità delle tradizioni e per la vivacità del panorama artistico partenopeo. 

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.