venerdì 16 novembre 2018
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RESIT: 5 anni a Facchi e 20 al “re delle discariche” Chianese

Lutto cittadino a Pianura. Fiaccolata in memoria delle vittime degli ecoreati in Campania. Napoli, luglio 2015.

Pianura. Fiaccolata in memoria delle vittime degli ecoreati in Campania. Napoli, luglio 2015 © Claudio Menna.

La sentenza è stata emessa nel pomeriggio e pone fine in primo grado al più importante processo sulle ecomafie in Campania, quello sul caso Resit, la discarica Giuglianese utilizzata nei momenti critici dell’emergenza rifiuti da imprenditori del Nord e dal potere commissariale. Cinque anni e sei mesi di reclusione per Giulio Facchi, l’ex sub-commissario all’emergenza rifiuti in Campania tra il 2000 ed il 2004 durante la gestione Bassolino. Venti anni di reclusione invece all’avvocato ed imprenditore Cipriano Chianese, considerato da tutti il “re delle discariche”.  Sedici anni infine per Gaetano Cerci, imprenditore del settore rifiuti e sospettato di legami mafiosi con i clan casalesi. L’accusa ha formalizzato le richieste di condanna soffermandosi su potenziali contatti con alcuni industriali del Nord che avrebbero sfruttato i legami mafiosi con diversi clan reggenti nella zona del Giuglianese allo scopo di smaltire a prezzi fuori mercato, ed ovviamente in maniera illegale, i rifiuti prodotti nelle loro aziende. Le accuse principali contestate dalla Procura e dal Pm Alessandro Milita sono quelle di disastro ambientale ed avvelenamento della falda acquifera. Nel primo pomeriggio di oggi sono state queste le condanne emesse dai giudici della quinta Corte d’assise presieduta dal presidente Adriana Pangia. Il processo, iniziato nel 2010 è arrivato a sentenza dopo circa 180 udienze ed ha viaggiato in parallelo con un altro filone che coinvolgeva il boss casalese Francesco Bidognetti, conclusosi in primo grado con rito abbreviato e con la sua condanna in appello.

di Claudio Menna © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Claudio Menna

Claudio Menna(Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .

In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D10S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the miseryandthe beauty of the most popular district in Naples.
Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.

In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo CollectiveandMAG'zine , a magazine of documentary photography.

Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisonersof the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.

His works are published on several nazional and international magazines.

Claudio Menna (1985)
è un fotografo documentarista con sede a Napoli.
Architetto, dopo una laurea presso l'Università Federico II.

Nel 2012 inizia il progetto "La Ciudad de D10S", un viaggio attraverso la sua città; un racconto fotografico che narra la realtà, la miseria e la bellezza dei quartieri più popolari di Napoli.
Attraverso movimenti, simboli di devozione e segni inequivocabili di tradizione, scopre la vita e la bellezza nella realtà contraddittoria della sua città, intercettando quei tempi lenti tipici nelle sue aree di studio.

Nel gennaio 2015 fonda con l'amico Gaetano Fisicaro, Magma Foto collettiva e MAG'zine, una rivista di fotografia documentaristica.Attualmente il suo impegno è rivolto a problematiche sociali quali le disabilità visive, collaborando all’interno di un istituto. I suoi progetti sono pubblicate su numerose testate e magazine nazionali ed internazionali.