martedì 20 novembre 2018
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Quarta puntata di X – Factor, l’ultima di Morgan?

morgan“Sono tanti anni che faccio questa trasmissione e conosco le regole. Mi dispiace molto perché come al solito la guerra fratricida è la più ingiusta (riferito a due gruppi al ballottaggio della stessa categoria, n.d.r.). Lo è stato negli stati uniti durante la secessione e lo è anche adesso. Quello che sto dicendo è arbitrario, aleatorio, come se tirassi un dado.  Elimino gli Spritz for five, però, lascio X Factor per sempre… Arrivederci!” Queste le parole di Morgan al momento finale della quarta puntata di X-Factor. La gara, si è svolta normalmente, come le precedenti, fino all’inaspettato epilogo, quando gli Spritz for five, ultimi votati della prima manche si ritrovano al ballottaggio con il duo Komminuet, meno votati della seconda manche. Gli spritz for five sono fuori e lo è anche Morgan perché, come aggiunge prima di lasciare lo studio:- “Non c’entro più niente con la deriva che ha preso questa trasmissione”.

Un vero peccato in una puntata finemente costruita sulla lotta alla discriminazione, alle disuguaglianze e alla censura, al grido di “We Are One”, ai brani di conseguenza assegnati, come Perfect Day di Lou Reed o Like a Prayer. Per non parlare dell’esibizione di Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri che purtroppo resterà in sordina a causa dell’egotismo Morganiano e di buona parte dei giudici di questa edizione. Ma a dover comprendere chi sia a possedere nel sangue e nelle ossa il famigerato fattore X (già in forte discussione) sono i candidati o i giudici, insomma, chi ha bisogno di esibirsi? La cosa sta venendo seriamente meno in questa edizione, forse stiamo attraversando un momento in cui il prodotto non affabula più?

All’appello mancherebbe solo Mika, che da grande artista internazionale, speriamo non risponda mai  presente a queste frivolezze: prima di Morgan ricordiamo l’esasperata performance lacrimosa della Cabello, incapace nel prendere la decisione su di una eliminazione; e Fedez, ombra di questa edizione e ricordato in diversi ambienti, come autore dell’inno del movimento 5 stelle, come contestatore twitteriano di strabica elite e soprattutto vivo sulla scena musicale italiana ma anonimo e borioso nel programma, capostipite di un genere che non ci appartiene e a cui siamo stati indotti artificialmente. Il programma ha perso una buona occasione, in una serata che avrebbe dovuto celebrale i grandi miti degli ultimi cinquant’anni.

Ora X-factor è al giro di boa, sono quattro le puntate che mancano per decretare il vincitore. Non sappiamo se Morgan ci sarà, ma sul profilo #Morgan di twitter, (che per un sano momento di pura ilarità andrebbe visualizzato), qualcuno dice che dormiremo anche stasera.

Antonio Tarallo

Classe 1988, studente a tempo indeterminato. Amante della poesia e della narrativa. Studioso di lingua italiana e appassionato del processo storico sull’evoluzione della Lingua e dei dialetti d’Italia.
Vincitore di decine di concorsi letterari su tutto il territorio nazionale e presente in diverse antologie di poesia e narrativa contemporanea.
Sognava di diventare uno dei due, indifferentemente, tra Woodward e Bernstein ma poi si è ricordato che in Italia non c’era alcun presidente Nixon.