mercoledì 14 novembre 2018
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‘O core ‘e Napule: Pino Daniele

Si è tenuto ieri sera 19 maggio 2015 alle 20.00  nel cortile monumentale del Convento di San Domenico Maggiore un affettuoso omaggio della città di Napoli per il cantante e chitarrista Pino Daniele scomparso lo scorso 5 gennaio. L’iniziativa Unici nel ricordo-Pino Daniele” si inserisce nell’ambito della manifestazione il Maggio dei Monumenti. All’evento  promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del comune partenopeo e in collaborazione con Associazione Gudiven “I semi dell’ amore” e “Gabianella Club” hanno cuore di napoli 1partecipato autorità e musicisti.

La serata a cura di Giorgio Verdelli, autore e regista del famoso programma di Rai due “Unici”, si è aperta con il suggestivo pezzo “Terra mia”. Dopodiché si sono succeduti: il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, lo scrittore Maurizio De Giovanni, l’attrice Lina Sastri, l’Assessore alla cultura Nino Daniele, il  musicista storico degli Osanna Lino Vairetti. Tutti hanno espresso il loro pensiero puntuale sul patrimonio musicale lasciato dal cantautore. I loro interventi sono stati intervallati dai diversi servizi andati in onda su Rai due lo scorso 3 Febbraio, tratti dallo speciale “Unici” . Uno speciale realizzato in poco tempo, ma in maniera magistrale da Verdelli. Una testimonianza sincera dell’affetto e del forte legame che la città aveva con questo grande artista. Un viaggio nella sua musica, nel blues misto alla tradizione che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Il ricordo dei suoi amici di infanzia e adolescenza (Rosario Iermano, Peppe Lanzetta e Gino Giglio, quest’ultimo presente alla serata) che attraverso testimonianze ed aneddoti legati alla sua vita hanno restituito un’immagine di un personaggio verace, dal forte spessore umano oltre che di un grande musicista. La forza dei suoi testi dell’esordio spesso sociali e  di rottura è stata protagonista dei vari commenti tra cui quelli di Roberto Saviano nella videoclip. Naturalmente non potevano mancare le testimonianze dei musicisti a lui più cari: James Senese, Joe Amoruso, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzulo.Una band fantastica che tra la fine degli anni settanta e inizio anni ottanta ha dato vita ad un’espressione musicale nuova, brillante fatta di ritmica e sonorità blues metropolitane, non tralasciando la tradizionale musicale napoletana fatta di dolci melodie. La rottura con la tradizione classica quindi, non è stata prettamente musicale giacché lo stesso Pino Daniele ha da sempre sostenuto di aver dato vita a una miscela di tarantella e blues, ma soprattutto nella forza esplosiva dei suoi testi perlopiù di impatto sociale. In quegli anni di fermento socio-politico era sorta l’esigenza impellente di iniziare a parlare di una Napoli fatta anche di problemi, di contraddizioni e non solo di amore, pizza, mandolino. Pino Daniele con rabbia e con una raffinata ironia ha denunciato problemi, angosce del popolo napoletano esplorandolo in ogni suo atteggiamento. Da tutti considerato un grande poeta, non ha mai tralasciato la ricerca musicale portata avanti fino agli ultimi dischi da sonorità africane a quelle cubane, ai quintetti d’archi. Nella serata è venuto fuori che il cantautore stava per preparare un disco influenzato dallo stile musicale del flamenco. L’omaggio di ieri è stato pertanto un atto d’amore libero e gratuito. Un gesto istintivo di vero cuore come solo i napoletani sanno fare. Gragnaniello ha ricordato un aneddoto scolastico (lui e Pino Daniele hanno frequentato insieme le scuole elementari) e cantato “Erba cattiva”. Rino Zurzolo al basso ha dato vita a una versione strumentale di “Anna verrà” accompagnato dal suono soave del flauto di Valentina Crimaldi. Joe Amoruso alla tastiera con la giovane cantante Luna Di Domenico ha dato vita a una versione struggente di “Quanno chiove” e James Senese con  il suo inseparabile sax ha cantato “Chi tene ‘o mare” chiudendo la serata. Il pubblico presente, si è emozionato, ha cantato, ha applaudito e non smetterà mai di farlo per questo grande artista napoletano. Volendo concludere, con le parole del Grande Pino :”Esprimere le proprie emozioni a se stessi e agli altri è una delle cose per la quale vale la pena di vivere, qualsiasi esso sia il prezzo da pagare.”

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