giovedì 13 dicembre 2018
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Napoli, ennesimo rogo tossico nel campo rom di Capodichino.

© Claudio Menna/RIPRODUZIONE RISERVATA.

© Claudio Menna/RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

Napoli – Nel pomeriggio di ieri l’ennesimo rogo tossico, questa volta proveniente dal campo rom di Capodichino; alcuni testimoni del campo affermano che l’enorme incendio sia stato appiccato da alcuni uomini usciti da una gip parcheggiata dinanzi la vasta area occupata. Le fiamme sono divampate in un attimo e l’alta colonna di fumo nero proveniente dal campo rom sito in via Napoli nel territorio comunale di Afragola, contrada Mulino vecchio, era chiaramente visibile anche dai comuni limitrofi.
Poco dopo il divampare delle prime fiamme si sono sentite distintamente due forti esplosioni, provenienti da alcune bombole di gpl presenti nel campo. Il progredire dell’incendio ha distrutto progressivamente quasi 100 baracche provocando terrore e spavento nella comunità rom di quel campo.
Gli occupanti dell’area sono circa 150, di cui un terzo costituito da bambini e neonati.
Con l’intervento dei vigili del fuoco il campo è stato fatto evacuare per questioni di sicurezza, essendo presenti all’interno dell’area altre bombole di gpl utilizzate dagli occupanti.
L’incendio ha distrutto circa un centinaio di baracche, e nella notte di ieri gli sfollati hanno ricevuto i primi aiuti dai volontari della protezione civile e dall’Opera Nomadi che ha portato loro coperte per la notte ed un pasto caldo. Resta adesso da chiarire quale sia stata la vera dinamica dell’incendio, quasi certamente di natura dolosa, e soprattutto c’è da stabilire in che modalità avverrà la bonifica dell’area di cui pare se ne dovrà occupare il Comune di Casalnuovo al quale spetta anche il compito di trovare una ricollocazione abitativa per gli occupanti del campo rom, ormai allontanati dalle loro abitazioni distrutte. Per l’intera notte fino alle prime ore dell’alba la puzza di bruciato ed i fumi tossici hanno raggiunto gran parte dei comuni limitrofi provocando tanti malori tra la popolazione la quale è stata vista costretta a chiudersi nelle proprie case per evitare che il fumo nero venisse respirato. Ormai la questione terra dei fuochi per lo stato sembra risolta, ed il commissario straordinario ai roghi tossici Donato Cafagna ha chiaramente fallito nel compito per il quale era stato nominato nel lontano 2012. I cittadini e residenti delle aree interessate sono ormai esausti, le morti di innocenti si sommano mese dopo mese e quotidianamente vengono registrati roghi ed incendi tossici che lentamente avanzano fuori e dentro le vite di tante persone.
Si prospetta un’estate caldissima sotto tutti i punti di vista, e si attende (invano?!) un segnale dal Premier Renzi, secondo cui, dalle sue recenti dichiarazioni, il problema roghi tossici e Terra dei Fuochi è ormai  superato.

di Claudio Menna © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Claudio Menna

Claudio Menna(Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .

In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D10S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the miseryandthe beauty of the most popular district in Naples.
Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.

In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo CollectiveandMAG'zine , a magazine of documentary photography.

Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisonersof the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.

His works are published on several nazional and international magazines.

Claudio Menna (1985)
è un fotografo documentarista con sede a Napoli.
Architetto, dopo una laurea presso l'Università Federico II.

Nel 2012 inizia il progetto "La Ciudad de D10S", un viaggio attraverso la sua città; un racconto fotografico che narra la realtà, la miseria e la bellezza dei quartieri più popolari di Napoli.
Attraverso movimenti, simboli di devozione e segni inequivocabili di tradizione, scopre la vita e la bellezza nella realtà contraddittoria della sua città, intercettando quei tempi lenti tipici nelle sue aree di studio.

Nel gennaio 2015 fonda con l'amico Gaetano Fisicaro, Magma Foto collettiva e MAG'zine, una rivista di fotografia documentaristica.Attualmente il suo impegno è rivolto a problematiche sociali quali le disabilità visive, collaborando all’interno di un istituto. I suoi progetti sono pubblicate su numerose testate e magazine nazionali ed internazionali.