mercoledì 14 novembre 2018
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Mollo tutto… per il “Pub dell’Anno”

Il The Salutation Inn si trova nel villaggio di Ham, non distante dalla cittadina di Berkeley, Gloucestershire. È un pub come tanti altri da quelle parti, e rappresenta per la comunità un centro di agglomerazione (il vocabolo “pub” è abbreviazione di public house), non diversamente dall’agorà nell’antica Grecia, le terme a Roma, il mercato settimanale in Italia, o la parrocchia… il rito della passeggiata per una pinta e un pacchetto di salt and vinegar chips, nel mondo anglosassone, non è in fondo poi tanto diverso dall’andare a messa.

Da qualche giorno, però, il Salutation Inn non è più un locale anonimo come tanti altri. Come racconta il blog cronachedibirra.it, è stato infatti insignito del prestigioso “Pub of The Year” assegnato ogni anno dal CAMRA, l’associazione che salvaguardia le real ales, le birre della tradizione.

Prima di questo premio, anche Peter Tiley era un ragazzo come tanti: poco più che trentenne, lavorava come business analyst nella City londinese: un buon lavoro, buon stipendio, un bell’appartamento, e sotto casa almeno una decina di pub tra cui scegliere, dotati di ogni comfort. Là dove c’era la città, tuttavia, adesso Peter vede solo erba: prati verdi, e colline e brina, magari trattori, e stivali di gomma, e pecore. Cifre e dati del suo laptop sono stati sostituiti dal caminetto, o partite di rugby e cricket su una piccola tv; la palestra dalle freccette, e dallo spostare i fusti di birra.

Sì, perché Peter nel 2013 ha mollato Londra e con la sua ragazza (oggi moglie) si è trasferito a Ham: partito per aprire un micro-birrificio (sogno di tanti giovani, oggi: anche in Italia), ha finito per rilevare il pub del villaggio… e condurlo in poco più di un anno a un alloro tra i più prestigiosi, primeggiando su oltre cinquantamila candidati nel Regno Unito.

Fatica 90 ore a settimana, Peter, come lui stesso ha dichiarato a The Independent, ma non lo vive come un vero lavoro. E deve essere riuscito a trasmettere la sua passione per il luppolo a clienti e giurati se le guide oggi descrivono The Salutation Inn come “una gemma rurale, che offre un’ottima selezione di ales e otto autentici sidri e perries. E ha talmente tagliato con la metropoli e i suoi capricci che, se oggi gli chiedono un cappuccino, risponde che la scelta è tra un pessimo caffè istantaneo e dell’ottima birra!

alberto isola

Forma di vita basata sull’inchiostro, scrive da prima di sapersi leggere. Nato a Genova quattro secoli troppo tardi per unirsi alla filibusta, poi domiciliato a Dublino, Lampedusa e sull’Arcadia, ama Napoli quanto un gatto il sole. Dopo aver fatto più mestieri di Marlon Brando e più traslochi di Ulisse, oggi è (anche) copy e ghostwriter, editore della guida Capperi!, compilatore del Dizionario Furioso e Amoroso, membro fondatore del collettivo AB Nordahl..

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