venerdì 21 Giugno 2019
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Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia

Domenica 17 marzo ore 18.30, presso il Club55 di via Toledo 55, in quella che un tempo era l’antica strada dei bordelli, tornano le “Meretrices” di NarteA, nello spettacolo itinerante “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia”, scritto e diretto da Febo Quercia e
interpretato da Annalisa Direttore, Thayla Orefice, Katia Tannoia, Peppe Romano (al piano, il maestro Biagio Terracciano). A 61 anni dalla famosa legge Merlin, NarteA riprende il discorso sulle case chiuse, rivelando storie nascoste sotto il velo dell’ipocrisia del nostro paese. La partenza del primo turno è prevista alle ore
18.30 (per un massimo di 30 persone). Prenotazione obbligatoria ai
numeri 339 7020849 o 333 3152415. Costo del biglietto 12 euro. 

A Napoli, oltre alla casa del famosissimo Domenico Mondragone, altri
luoghi antichi nascondono, tra le lenzuola dall’antica arte
della seduzione, la storia partenopea: Nartea
condurrà il pubblico in un antico
appartamento sito in un palazzo storico di fine ‘600, per molti anni
dimora dell’illustre famiglia dei Medici e tra quelle stanze si
animeranno storie e personaggi di una Napoli scabrosa e dimenticata,
occultata dai veli delle veneri operanti nel periodo precedente la
legge Marlin. Nel 1860, il governo Cavour
pubblicò un regolamento sulla prostituzione, che fu esteso a tutte le
province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione
della sifilide nell’esercito piemontese in guerra, questa norma non
fu applicata solo a scopi sanitari, tale regolamento rappresentava
infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della
società. Si autorizzava l’apertura di postriboli
di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da
versare nelle casse statali.

«Dopo 61
anni dall’emanazione della legge che stabiliva la chiusura di tutte le case di piacere — racconta l’autore e
regista Quercia —,  oggi la tematica torna alla
ribalta delle cronache, ne ha parlato anche il presidente della
Repubblica Mattarella, nel suo intervenuto al Quirinale in occasione della celebrazione della
Giornata internazionale della donna, sottolineando con forza il suo no
al ripristino delle case chiuse. Ma l’opinione pubblica su questo
tema è ancora molto divisa, anche per questo motivo abbiamo deciso di riprendere
questo lavoro teatrale, che indaga la
Napoli degli anni ’50, dove si trovavano circa 900 case di tolleranza,
tra umili
lupanare dei Quartieri Spagnoli e bordelli lussuosi di via Toledo. Attraverso la nostra ricostruzione storica, abbiamo scoperto non solo storie di donne di postriboli e meretrici tesserate, ma
le storie di Napoli e il volto di un paese che ancora oggi si nasconde tra le lenzuola stropicciate dell’ipocrisia».

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.

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