venerdì 16 novembre 2018
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Lumino City, Il videogioco di carta di State of Play

478351021_640Nell’era del digitale il futuro è di carta. Almeno secondo la filosofia della State of Play Games che ha presentato l’ultimissima creazione: Lumino City. Il gioco per Mac e PC, la cui realizzazione è frutto di tre anni di lavoro per lo staff londinese, è il proseguimento di Lume, la storia di una bimba alla ricerca del nonno e della luce scomparsa. L’idea di base rimane la stessa ma a differenza del primo Lumino City è molto più articolato: non solo una casa ma un’intera città a disposizione della protagonista, nella quale risolvere puzzle e rebus, azionari macchinari sgangherati e aiutare così gli abitanti.Gli scenari non sono solo disegnati ma interamente realizzati a mano con cartone, carta e balsa: in questo mondo onirico e colorato si muove Lumi, che ha tutta l’aria di una piccola avventuriera delle favole più che di un personaggio da videogame.

Pur facendo parte del panorama indipendente, State of Play Games ha già riscosso l’attenzione di appassionati con un altro videogioco, il puzzle game Kami e poi anche con l’avventura Lume, il primo premiato da Apple, il secondo finalista all’lndipendent Game Festival, gli Oscar dei giochi indipendenti, nella categoria Visual Arts. Ma tutto questo non ci sorprende affatto considerato il grande talento di questi artisti della carta in grado di creare un mondo incantato, dal fascino indiscutibile.
Che sia un ritorno ad un modo diverso di intendere la creatività? Più personale, più diretto, più artigianale? Che sia una riscoperta della materia come origine, essenza e tattilità rassicurante? Chi può dirlo. Quello che è certo è che Lumino City è un vero è proprio piccolo cosmo di carta, colori e colla, un universo in miniatura un mondo visionario che profuma di poesia, in cui perdersi e poi riscoprirsi bambini.

silvia d'egidio

Silvia nasce in quello che considera il suo posto delle fragole: l’Abruzzo.
Sceglie liceo classico per amore della Parola e la facoltà di lettere perché quell’amore alla fine diventa un’incontenibile passione. E poi l’incontro che le cambia la vita: scopre e s’innamora di un anarchico arrabbiatissimo, Luciano Bianciardi, a cui dedica le più belle parole che abbia mai scritto.
Legge con gusto e mangia con passione, ama la comicità irriverente di Sidney Pollack, l’integrità di Tarkovskij, la straordinaria meravigliosa complessità di Gian Maria Volontè, il Montepulciano forte e sublime, il profumo della massa fatta in casa, le parole lievi di Paolo Rumiz, quelle audaci di Philip Roth, i versi senza tempo di Vinicius De Moraes, il mare in burrasca d’inverno e poi “Le suite inglesi” di Bach, la tromba di Chet Baker, l’armonia di Yann Tiersen, i mondi poetici e bellissimi di Capossela, l’acqua salata del mare e la neve la mattina appena sveglia. Ama tutto quello che la tenta ma non la corrompe.