venerdì 16 novembre 2018
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Love and Life – Marc Chagall in mostra a Roma

marc-chagallRoma ci riserva ancora una magnifica sorpresa offrendoci l’occasione di poter conoscere Marc Chagall, il piccolo cantore della vita come caleidoscopio di emozioni, sempre cangianti e sempre stupefacenti.
Le opere del pittore russo saranno esposte al Chiostro del Bramante dal 15 marzo al 26 luglio 2015. La mostra, curata da Ronit Sorek, dal titolo “Love and life”, raccoglierà oltre 150 dipinti arrivati dall’Israel Museum di Gerusalemme, attraverso i quali ripercorreremo la vita del pittore russo e il bellissimo rapporto con Bella Rosenfeld, moglie, compagna e musa.

Arrivato dalla Russia a Parigi nel 1910, Chagall famigliarizza con Modigliani e Soutine, entra in contatto con i pittori orfici, conosce Apollinaire, il teorico del cubismo, e raccoglie tutti gli stimoli che la capitale francese può offrire. Tuttavia in nessuno di queste avanguardie riesce a riconoscersi pienamente, il suo è un percorso a sé: non lo si può definire espressionista perché il colore non è l’unico protagonista dei suoi quadri, costruiti attraverso simboli personali continuamente ripetuti; era interessato al Cubismo ma il tipo di scomposizione dell’immagine a cui giunse aveva a che fare con ciò che accade “dentro la mente” e non come per i cubisti “dentro le cose”; non lo si può definire surrealista perché allo stesso modo l’influenza della psicoanalisi, tanto importante per quel movimento, era per lui nulla: le sue immagini non procedono per associazioni inconsce ma per ricordi ben consapevoli dei luoghi della sua esistenza.

Ed è proprio questa l’unica e indiscussa protagonista delle sue tele: la vita, che entra a far parte delle sue composizioni ispirando la scelta dei soggetti, dei simboli, degli accostamenti e delle diverse tonalità espressive. Chagall è indipendente, non si sottomette a nessuna regola, brilla di luce propria. Marc Chagall balla una musica tutta sua.

silvia d'egidio

Silvia nasce in quello che considera il suo posto delle fragole: l’Abruzzo.
Sceglie liceo classico per amore della Parola e la facoltà di lettere perché quell’amore alla fine diventa un’incontenibile passione. E poi l’incontro che le cambia la vita: scopre e s’innamora di un anarchico arrabbiatissimo, Luciano Bianciardi, a cui dedica le più belle parole che abbia mai scritto.
Legge con gusto e mangia con passione, ama la comicità irriverente di Sidney Pollack, l’integrità di Tarkovskij, la straordinaria meravigliosa complessità di Gian Maria Volontè, il Montepulciano forte e sublime, il profumo della massa fatta in casa, le parole lievi di Paolo Rumiz, quelle audaci di Philip Roth, i versi senza tempo di Vinicius De Moraes, il mare in burrasca d’inverno e poi “Le suite inglesi” di Bach, la tromba di Chet Baker, l’armonia di Yann Tiersen, i mondi poetici e bellissimi di Capossela, l’acqua salata del mare e la neve la mattina appena sveglia. Ama tutto quello che la tenta ma non la corrompe.