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Le Interviste di Nick – Yan

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Primo appuntamento di Febbraio con la rubrica dedicata ad artisti emergenti delle “Interviste di Nick“. L’ultima volta abbiamo conosciuto l’iconica band sarda dei Cammurria. Oggi, invece, iniziamo il mese, con un giovane artista appartenente al mondo del rap: il soprannominato Yan.

Nonostante lo abbiamo così presentato, non ama definirsi un rapper, perchè detesta essere vincolato dalle regole spesso troppo rigide che formano a volte uno stereotipo musicale ed ha il coraggio di remare contro i sedicenti artisti che svendono se e la loro arte. Amante della musica da sempre, in breve tempo è riuscito a farsi un nome, scalando le classifiche della musica underground con i suoi pezzi. Da pochissimo è uscito il suo primo Ep “Odi et Amo” e sembra desideroso di continuare a cavalcare la cresta dell’onda del crescente successo.

Eccoci qui, dunque per farci raccontare dal giovane artista delle sue esperienze e dei suoi sogni.

 

Scopri link e contatti utili alla fine dell’intervista

 

Odi et Amo

 

1) Per cominciare, una domanda sulle tue origini artistiche: come hai iniziato ad interessarti alla musica e sei entrato in questo mondo?

Yan: Con la chitarra a 8 anni , adoravo Battisti e i Pooh.

2) Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Yan: Il nome d’arte me lo diede un mio collega bulgaro infatti Yan in bulgaro significa Giovanni ossia Gian, gli altri colleghi iniziarono a chiamarmi cosi e da li fui Yan.

3) Ci sono artisti che ti hanno particolarmente influenzato o ispirato?

Yan: Tutto il filone della chanson russa e la vecchia musica Italiana.

4) Quanto pensi che sia importante avere una forte identità musicale e come commenteresti la tua?

Yan: Credo che sia importante essere prima delle persone finite che degli artisti finiti. Creare un personaggio artistico l’ho sempre trovata una cosa inquietante.
Se per identità musicale si intende essere riconducibili ad una sonorità può essere più o meno importante a seconda dell’ artista, nel mio caso non lo è.

5) Parliamo del tuo nuovo EP “Odi et Amo”. Cosa può dirci su questo lavoro?

Yan: Si tratta del mio primo disco ufficiale, ne sono molto felice, sono state prese le tre traccie più forti di quel periodo e descrive molto bene quello che vivevo dentro di me quando l ho scritto.

6) Qual è il brano che pensi ti rappresenti di più?

Yan: Odi et Amo perché parla di tante emozioni e non porta la traccia in una direzione precisa, è l’ascoltatore a decidere in che emozioni farsi trasportare.

7) Cosa ne pensi del successo riscosso fino ad ora?

Yan: Questa è una domanda alla quale sono costretto a rispondere in maniera antipatica. La mia idea di musica mi porta a non preoccuparmi di piacere a chi ascolterà i brani, credo che non esista un pubblico ancora pronto a un tipo di scrittura così crudo, ci vuole sempre un elemento che addolcisce la pillola, nel mio caso sono state le sonorità molto pop, i brani sono andati molto bene per essere di un artista emergente e ne sono felice ma non riesco a immaginarmi un pubblico che vada dal bambino alla nonna perché scrivo musica per me e per gente come me.

8) Cosa provi quando fai musica?

Yan: Benessere, pace.

9) C’è qualche artista con cui ti piacerebbe o vorresti avere l’onore di collaborare?

Yan: L’unico artista con cui collaborerei volentieri é артем лоик . perché è la musica con cui sono cresciuto. In Italia ci sono molti artisti che mi piacciono ma voglio farcela da solo, le collaborazioni che faccio devono essere sentite.

10) Cosa puoi dirmi sui tuoi progetti futuri? E che vette vorresti raggiungere?

Yan: Mi piacerebbe poter fare della musica il mio lavoro. Nulla di più, nulla di meno.

 

Contatti e Link utili

 

Concludiamo con il video del suo brano più rappresentativo: “Odi et Amo”