lunedì 19 novembre 2018
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Il Teatro cerca casa si fa in quattro: presentata la nuova stagione a casa Santanelli

12088507_999429656785095_6183721338734955588_nRitorna il Teatro Cerca Casa, il ciclo di spettacoli che trasforma le mura domestiche in palcoscenici d’eccezione. In occasione della quarta edizione del progetto, ideato da Manlio Santanelli, si è tenuta l’annuale “confidenza” stampa, così come allo stesso Santanelli piace definirla.

E il neologismo non è casuale perché quello che da sempre contraddistingue questa rassegna è l’impronta intima, confidenziale e colloquiale che, sia in senso figurato che in senso strettamente fisico, accorcia ogni distanza tra pubblico e spettatore. Prerogativa che sarà rispettata come sempre anche per questa nuova stagione che come sempre conta della partecipazione di numerosi nomi della scena teatrale partenopea sia noti che emergenti.

 

Ampio spazio come sempre è riservato alle contaminazioni che contemplano la messinscena di rappresentazioni in cui musica e parole si intrecciano melodicamente, in cui dialetti, lingue e proverbi contribuiscono a costruire mondi lontani e poetici e in cui il linguaggio teatrale si mescola a quello cinematografico.

E la voglia di mettersi in gioco da parte di attori e registi di certo non manca, alla ricerca sempre di nuovi stimoli, perché come ribadisce Renato Carpentieri: “E’fondamentale scrivere per nuove forme di teatro, che trovino spazio anche sui mezzi pubblici o per strada”, una provocazione e allo stesso tempo un appello per fare sì che l’arte antica del teatro trovi sempre nuova linfa vitale.

 

Diciannove gli spettacoli in programma, a partire dallo spettacolo “Nà voce, nà chitarra”di Lello Giulivo che va in scena a Napoli lunedì 5 ottobre alle 18 nel salotto di casa Santanelli e che aprirà la ricca stagione teatrale.

Il programma completo su http://ilteatrocercacasa.it/site/gli-spettacoli/

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.